Sarri è ufficiale, “è andato dove non volevamo che andasse”

Sulla pagina di “Sarrismo – Gioia e Rivoluzione”
Il comunicato del ministro Sandro Ruotolo
È andato dove non volevamo che andasse. Il Comandante en Jefe che disse “con 18 uomini si può fare un colpo di stato” si è seduto nel palazzo. E noi che ci eravamo illusi di poter cambiare il sistema marcio del mondo del calcio siamo oggi con “questa mia addirvi… a dirvi una parola che! Scusate se sono poche”. Annuncio così le mie immediate e irrevocabili dimissioni da ministro della propaganda del Politburo del comitato centrale della rivoluzione sarrista. Quelle di Sarri sono state tre meravigliose stagioni, dove undici avanguardie hanno declamato con la bellezza oltre la piazza azzurra dello stadio San Paolo. Sono stati tre anni che nessuno di noi dimenticherà. È stata una magia irripetibile e di questo dobbiamo innanzitutto ringraziare il popolo napoletano. Il sarrismo è stato una filosofia di vita, un sentimento che ha coinvolto donne e uomini, vecchi e bambini. Identità partenopea e passione, bellezza e tenerezza, umanità di fronte al razzismo negli stadi e fuori. Noi non saremo mai come loro vorrebbero che fossimo. Allenare la squadra sabauda è un ossimoro per chi come noi ama la lealtà e difende le ragioni dei popoli del Sud impoveriti dal Nord rapace. Per noi che tifiamo la maglia azzurra questo di Sarri è stato un tradimento. Viva il sarrismo, ma chi non salta juventino è.

Finalmente è fatta; finalmente è stato liberato senza aver concluso quanto aveva iniziato; finalmente può fare il professionista piuttosto che “un mestiere che avrebbe fatto anche gratis”. Dopo un mese di trattative, può finalmente occupare la panchina che è stata di Conte e Allegri, vincenti per ‘gratia ricevuta’; finalmente non ci saranno limiti di fatturato; finalmente potrà portare ‘la grande bellezza’ nello stadio più bello del mondo; finalmente non sarà disturbato da un popolo di tifosi che avevano visto in lui un inno alla libertà sempre soffocata dal potere.
Nato per caso in questa terra, ora, come tanti napoletani tifa Juve, perchè è quella la strada giusta per arrivare alla vittoria. Chissà chi potrà mai cancellare il ricordo di quest’infamia che per anni è stata sopportata soltanto da un certo Josè Altafini. C’è voluto Higuain per riabilitarlo ed ora, anche lui, parva materia al cospetto di un intellettuale per finta, lascia al signor Maurizio Sarri il posto del burocrate.

Diana Miraglia

Diana Miraglia
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