SARRI PRIMO TIFOSO

Anche per il tecnico questa non è una gara normale e non conterà la tattica ma il cuore

E finalmente si gioca dopo un mercoledì nuvoloso che quasi spegneva gli entusiasmi della settimana precedente. Soltanto tre giorni son trascorsi, ma ora è la Juve che riaccende le luci del San Paolo, perché Napoli – Juve è una sfida speciale, diversa perché non solo sportiva: forse è come per i romani la sfida con la Lazio o per gli interisti la sfida col Milan o forse di più. E le sconfitte si dimenticano (forse) e le vittorie si ricordano: tutte. Anzi dove il ricordo non giunge ci pensa un nonno o internet. Nel 1929 la prima vittoria; nel 1939 un 4 – 1. E poi il 4 – 3 del 1958 e, ancora, la presa di Torino. Ma l’ultima vittoria al San Paolo, il 30 marzo 2014, la ricorderà soprattutto Buffon che seduto sull’erba, dopo il secondo gol subito, sembrava dire: basta. Dopo 22 giornate, la Juve di Conte si arrendeva a chi insegnava calcio, quando la luce del genio si accendeva. Ben nove protagonisti di quella partita, di quel successo recente, giocheranno probabilmente questa sera con un tifoso in più: allora, sulla panchina, c’era Benitez. Oggi, Maurizio Sarri è diventato tifoso, quasi un ultrà e se gli schemi si animano, anche le ombre scompaiono.

Diana Miraglia

 

Foto sport.sky.it

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