Sconti Champions agli abbonati in un San Paolo scintillante

Prezzi popolari anche per le sfide Champions com’è evidente dal comunicato della Società Calcio Napoli che ha reso noto i prezzi e gli sconti per gli abbonati….che restano veramente pochi. Agli abbonati sarà concesso uno sconto del 25% su ogni singola partita così che il tifoso abbonato che vorrà essere presente al San Paolo per Napoli-Liverpool, pagherà per la curva 30 euro anziché 40 e per i distinti 50 euro piuttosto che 70. Prezzi davvero popolari che non hanno generato l’assalto previsto e al momento non si contano neanche 10mila sottoscrittori. Eppure emerge un dato molto strano che fa riflettere, ovvero va registrato il sold-out soltanto per la Tribuna Posillipo mentre proprio la vendita nei settori ultrapopolari, curva A e B va a rilento: perché ?

E’ lecito chiedersi se sia un imborghesimento nelle abitudini dei tifosi, oppure se non siano frange non bene identificate di pseudo tifosi che ancora insistono in una politica di astensione nonostante l’allestimento di una squadra molto competitiva che giocherà in uno stadio gioiello. La questione è diventata “un caso” su cui indagare perché le dichiarazioni di De Laurentiis nel maggio scorso dopo due anni di cori e striscioni “contro”, fanno pensare. Al Forum “Il calcio che vogliamo” organizzato dal Corriere dello Sport, De Laurentiis disse: “Abbiamo lo spaccio della droga dentro gli stadi, parliamo delle curve come tifo sano, ma il tifo sano delle curve non può partecipare, non può parlare. Le persone non possono nemmeno sedersi dove hanno il loro posto, perché ci sono 300-400 persone che lo vietano. Ci sono persone che scrissero manifesti contro di me perché presi Sarri, adesso ne parlano tutti».

Lo scorso 6 maggio, il Napoli, vincendo contro il Cagliari, blindava il secondo posto con tre giornate di anticipo, eppure appena 16mila erano i tifosi, uniti a contestare, per l’ennesima volta, il Presidente. Se le donne sono le peggiori nemiche delle donne, certi sbandieratori sono i peggiori nemici del Napoli. Su “Il fatto quotidiano” a firma di Lorenzo Vendemiale, si legge: “A Napoli la tifoseria (non tutta invero, una parte) lo insulta, lo accusa di pensare ai suoi interessi e non fare nulla per vincere. Ma chi sono loro per pretendere coppe e scudetti? Napoli non è Milano, e nemmeno Roma. Non è una grande piazza del calcio italiano, storicamente non lo è mai stata. I tifosi vivono nel mito di Diego Armando Maradona, che però è durato più o meno un lustro”.

Probabilmente questo pezzo voleva essere una difesa del Presidente De Laurentiis che potrebbe però risultare anche poco veritiero quando afferma che Napoli non è Milano e nemmeno Roma. Intanto Napoli “presiede l’Europa” in modo continuativo come non è stato possibile alle milanesi e alle romane; inoltre per uno scudetto alla Lazio occorre risalire al 99/2000; per la Roma 2000/2001; per l’Inter il 2009/10; per il Milan il 2010/11 (con il Napoli al terzo posto dopo la ‘resurrezione’ in A nel 2007). Solo un rimpianto, due anni fa, per quello che poteva essere e non è stato grazie anche alla ‘disattenzione’ di arbitri disattenti: ma contro i cecchini vestiti d’azzurro, come difendersi?

Massimiliano Pucino

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