E se il Napoli non avesse avuto tante assenze per tanto tempo? Quasi un terzo di campionato giocato in inferiorità e si ritrova a 53 punti.
Una vittoria importante perchè d’autorità, quella maturata all’Olimpico con un Napoli padrona del campo e del gioco. Finalmente gli azzurri riescono a sviluppare una manovra ragionata con ciascuno al proprio posto e con una fluidità scattante. Non è casuale la terza vittoria consecutiva dopo il rientro dei primi infortunati pur se non al top della condizione. Né, al momento, Lozano, Osimhen e Mertens sono al 100 per 100.
Intanto è tornato il genietto, geloso di Insigne a 103 per iniziare la rincorsa e mettere a segno la doppietta che lo porta a battere il record di 100 gol in Serie A. Due volte a rete e ancora tanto da dimostrare: per il Napoli saranno 11 partite di fuoco ma con una fiducia rinnovata venuta meno in tante occasioni. E quasi a mò di battuta, si comprende perché la Juventus abbia accolto (o chiesto?) il rinvio della partita.
“Coraggio”, è quello che è mancato alla Roma, come ha dichiarato Paulo Fonseca ai microfoni Sky, e che è apparso molto meno flemmatico del suo solito. Ha parlato e insistito sulla mancanza di coraggio della Roma pur ammettendo che “non è facile pressare alto questa squadra”. Ritmo, aggressività assenti nel primo tempo ma che ha cercato di attingere nel secondo tempo.
E’ dunque, demerito della Roma o piuttosto merito del Napoli che ha dominato? Fonseca ha insistito nel sottolineare la diversità d’atteggiamento dei suoi che nel secondo tempo hanno interpretato la partita con maggiore pressione e aggressività. Ma intanto, anche il Napoli aveva voltato pagina con una gestione ordinata che ha consentito alla Roma una sola palla gol.
Un risultato importante quello ottenuto a Roma per poter sferrare l’attacco alla zona Champions: tre punti per insinuarsi, ma tre punti di qualità ottenuti da una difesa pressoché perfetta con un Hysaj e un Mario Rui che andrebbero tenuti ben stretti; un Fabian che riconcilia con l’estetica del calcio fatta di classe ed eleganza anche se perde qualche palla; con Demme, sempre più indispensabile, Zielinski ormai un gioiello nell’Europa che conta, per poi suonare l’orchestra del bel vedere con una perfetta punizione di Dries e un’azione attinta dal passato con Insigne che trova Callejon (no, Politano) che di testa porge sulla testa di Mertens per Pau Lopez a inginocchiarsi. Tre tappetti in gloria. E la Roma è servita con 4 all’andata e due al ritorno. Sotto a chi tocca.