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Si attende l’ufficialità: Roberto D’Aversa è il nuovo tecnico della Sampdoria

“D’Aversa ha rescisso con il Parma: ora è libero di firmare per la Samp”,  questo il  tweet di aggiornamento di Alfredo Pedullà che sgombra gli ultimi dubbi o legami che avevano frenato il presidente Ferrero.  Con ogni probabilità sarà Roberto D’Aversa che succederà a Claudio Ranieri e si siederà sulla panchina blucerchiata. TMW aveva anticipato la notizia dell’ ex Parma, reduce da una stagione non fortunata in Emilia. Da Dionisi a Giampaolo, passando per Beppe Iachini, sono stati diversi i profili passati al vaglio di Ferrero che poi ha deciso di virare il timone della barca dritto sul mister abruzzese, ma natio di Stoccarda. La decisione è stata presa dopo l’incontro in quel di Sabaudia dove sono state poste le basi per il contratto e sono stati trattati temi legati anche alla costruzione della squadra. L’ufficialità  arriverà il 4 luglio, come affermato dallo stesso numero uno blucerchiato ai microfoni di GR Parlamento.

Quello di Roberto D’Aversa –scrive TWM – sarà un ritorno all’ombra della Lanterna . Sono infatti trascorsi 20 anni esatti dall’ultima volta in cui il tecnico, allora centrocampista, vestì i colori blucerchiati. Era la Sampdoria di Gigi Cagni, reduce da una mancata promozione in A sfuggita l’anno precedente sotto la guida di Gian Piero Ventura, dopo che la squadra era stata per trequarti della stagione ai vertici della classifica. Centrocampista centrale arrivò dal Pescara e fu subito schierato per 27 minuti nella vincente trasferta, 4-0 il finale, di Monza. Da quel momento collezionò 16 presenze, 17 ovviamente contando anche il match di esordio, per un totale di 1079 minuti. All’attivo ci furono anche due reti, una realizzata nella trasferta di Verona contro il Chievo, 1-1 il finale, e l’altra nel successo casalingo 4-1 contro il Venezia. In quella stagione la promozione fu ancora una volta accarezzata con un sesto posto finale alle spalle di Torino, Piacenza, Chievo, Venezia ed Empoli.

Come può cambiare la Samp – Dopo il campo adesso si prospetta un passaggio alla guida della prima squadra. Il marchio di fabbrica sarà la difesa a quattro e il centrocampo a tre, anche se nelle ultime partite con il Parma ha optato per un 3-5-2 senza però riuscire ad invertire la tendenza in una squadra sempre più avviluppata su sé stessa e diretta verso la B. Anche se tutti gli elementi non saranno a disposizione , chi arriverà e chi partirà, la squadra ha nelle sue corde – e lo ha dimostrato – sia la difesa a quattro che quella a tre, quest’ultima testata nell’ultima parte dell’esperienza genovese di Claudio Ranieri. Ma parlare già di tattica è prematuro”

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