Si è accesa una timida scintilla, il Napoli ruggisce, pareggia ma è ancora piccolo piccolo

Sembrava notte fonda, poi il Napoli ha provato a uscire dal tunnel e alla fine ha raccolto un punto prezioso  in tempo di tempesta che può dare qualche certezza da confermare disperatamente martedì. Sorrisi dimenticati in un primo tempo noioso, sterile, svogliato, da dimenticare: “Uomini fummo, e or siam fatti sterpi? “. No, il Napoli nel secondo tempo si è ribellato al suicidio ed ha reagito, magari in modo rabbioso o poco lucido: ma ha reagito.

Una sconfitta maturata sull’onda del primo tempo avrebbe del tutto compromesso quel fragilissimo rapporto fra le tre componenti, l’un contro l’altro armati. Occorre invece tener duro sino alla sosta se il Napoli dovesse approdare “con le sue forze” agli ottavi, per capire poi come procedere e quale mercato poter fare in entrata e in uscita. Occorre capire quali possibilità esistono di contare su un centravanti ed un terzino su cui Ancelotti pensava – a inizio campionato- di poter contare. Colpe? Di tutti: dalla classe arbitrale, allo staff del Presidente a quello di Ancelotti; dallo staff medico ai giocatori. Ora nessuno può osare guardare indietro e puntare l’indice, se non contro se stesso. Ai microfoni di Sky Sport, Ancelotti ha dichiarato : “Da una parte c’è la delusione per il primo tempo, dall’altra positiva la reazione. I giocatori non devono giocare per me ma per la maglia che portano.. Sono preoccupati, nervosi, lo abbiamo visto anche oggi e questo annebbia un po’ le idee, ma non ci sono spaccature, i tifosi devono essere tranquilli, neanche con me perché ne ho sentite tante. Non c’è nessuna contestazione dei metodi, ma solo nervosismo per il periodo che nessuno si aspettava. Manca solo la scintilla, martedì potrebbe essere la giornata giusta”.

Al solito, Ancelotti tenta di smorzare i toni catastrofici, non negando la realtà, ma i cartellini gialli per protesta (Mario Rui aveva commesso il fallo ???) e quello rosso a Maksimovic in panchina sono testimonianza di rabbia non incanalata sul campo. Ora il rischio sarebbe una decisione a caldo che esiste e secondo Carlo Alvino le possibilità di attendere ancora una partita verità sono minime: “È inutile girarci attorno. Questo pareggio non ha soddisfatto nessuno. Non ha soddisfatto l’area tecnica, non ha soddisfatto i calciatori e non ha soddisfatto la parte dirigenziale, la società. C’è malumore nel gruppo, non è un mistero che Manolas è uscito dal campo molto nervoso. La situazione resta molto molto molto delicata, lo ripeto tre volte. Adesso si aspetta questa partita col Genk, la Champions sembra una panacea. Le partite svolta non si sono dimostrate tali. Temo che le partite svolta non ci saranno. Non condivido la tesi che accredita la partita col Genk un match di svolta.
Potrà, quella col Genk, non essere la partita della svolta, ma di un contropiede in campionato o in Champions…forse.

Diana Miraglia

 

Diana Miraglia
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Giornalista

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