Si torna a correre danzando sul terreno di gioco con un Lozano scatenato
A fine serata, dopo le notizie giunte da San Siro, la vittoria del Napoli al Dall’Ara vale 6 punti che rimettono tutto in discussione. Una vittoria di qualità quella del Napoli che su un terreno di gioco non perfetto, danzava veloce e leggero da una finezza di Zielinski alla eleganza di Fabian, passando per un Lozano che aveva qualcosa da dire a se stesso e agli altri. E poi Lobotka che sembra avvitarsi sulla palla mentre l’avversario vorrebbe affrontarlo da destra e lui già sta a sinistra in un gioco personalissimo di destrezza. E in questa orchestra vuole inserirsi anche Elmas che sta iniziando a pregustare il ruolo da protagonista giocando talvolta di fino, qualche altra volta da meritare lo scappellotto che gli diede Mertens.
Ma è un Napoli che gioca bene con dei limiti che deve superare. Così si spiega la rabbia di Spalletti nel giudicare quei venti minuti finali che proprio non gli vanno giù. Luciano Spalletti non perdona i suoi che hanno tentato di addormentare una partita dominata in lungo e in largo con una superiorità evidente nel palleggio, nei passaggi, nella qualità delle manovre. Il Napoli è una grande squadra che “non sa difendersi ad oltranza.”Un dettaglio forse per il tifoso, o per qualche allenatore del “purchè si vinca”. Un profondo seme per uno spogliatoio che non deve “mollare” la presa fino al triplice fischio.
E’ stata comunque una serata molto importante per la squadra azzurra che ha recuperato alcuni uomini determinanti per il gioco e soprattutto perché nel quarto d’ora finale, si è rivisto in campo Victor Osimhen. Mancano ancora il capitano Insigne, manca il comandante Koulibaly, manca l’asse centrale Anguissa e si è sentito anche la mancanza di Adam Ounas. Ma al Dall’Ara si è cominciato a rivedere il Napoli frecciazzurra con un Lozano scatenato che ha saputo sfruttare il preciso assist di Elmas per il primo gol e, a inizio ripresa, è bravissimo a chiudere scartando il portiere, un contropiede iniziato da Zielinski e rifinito da Fabian. Un 2-0 condito da un rigore negato da Marinelli per un fallo di Hickey su Fabian e di una traversa, sempre di Fabian cui ha fatto da contraltare una traversa di Svanberg quando il Napoli aveva deciso di non offendere oltre.
Piccoli dettagli su cui Spalletti intende lavorare perché, proprio in questo momento in cui il sole cerca di farsi strada tra le nuvole, in particolare le sconfitte di Empoli e Spezia fanno male, molto male. E lo sa anche il Milan.




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