“Siamo forti. L’abbiamo dimostrato. Lo dimostreremo”, Kalidou Koulibaly ha chiesto scusa a tutti

Una ricerca nell’archivio degli “autogol” più famosi porta diritto diritto a Juventus-Napoli del 1929. Sulla Gazzetta dello Sport, leggiamo : “La prima volta fu Zoccola. Nessun insulto, sono gli archivi a certificarlo. 6 ottobre 1929, Juventus-Napoli: Biagio Zoccola, centrocampista del Napoli, nella fretta di liberare tocca accidentalmente con il ginocchio e la palla finisce in rete. Così viene segnata la prima autorete nella storia del campionato italiano a girone unico. Nel corso degli anni la dura legge dell’(auto)gol non ha risparmiato nessuno. Nemmeno i più grandi. In cima alla lista dei bomber al contrario c’è Franco Baresi: carriera monumentale e otto autoreti sul groppone, come scheletri nell’armadio. L’ex difensore del Milan è il giocatore ad averne segnate di più in Serie A. Il primato, però, è condiviso con Riccardo Ferri, entrato nell’immaginario collettivo come autobomber per antonomasia, tanto che Ligabue lo cita in uno dei suoi singoli più famosi (A che ora è la fine del mondo?).

Ma sono tanti i nomi di grandi top player che di notte ancora vivono l’incubo, da Jordi Alba, a Arturo Vidal, Olivier Giroud, Van Persie, Wayine Rooney a Giorgio Chiellini che in un’Italia – Azerbaigian (qualificazione Euro 2016) segnò l’autogol dell’1-1.
Certo, consola poco il “mal comune” piuttosto sarà importante la sua reazione a questo “incidente” e va raccolto l’invito di Insigne che su twitter scrive: “Forza amico mio! Dobbiamo continuare a guardare avanti, tutti insieme. Concentrati sulla prossima sfida! “; proprio Lorenzo Insigne che ha vissuto nel marzo scorso lo stesso stordimento sbagliando il rigore che avrebbe portato il Napoli al pareggio in una pazza gara forse decisa dal volo d’angelo del Divino Cr7 verso un ingenuo Alex Meret. Sbagliò il rigore e la già scarsa armonia con i tifosi è stata a lungo in bilico, fin quando Don Carlos, a maggio, a casa sua gli parlò da uomo a uomo. Oggi Lorenzo incita l’amico, il compagno: l’avventura è appena iniziata. Kalidou potrà trascorrere 15 giorni per ritrovare quello “strapotere fisico” – come ha detto Ancelotti – cullando la sua Nessa, accanto a Seni e a Charline. In quella famosa intervista rilasciata a giugno ai microfoni di The Players Tribune, concluse dicendo: “ Ci sono tre cose che non si possono comprare da nessuna parte: l’amicizia, la famiglia e la serenità.” E gli amici gli hanno scritto:

Milik gli ricorda: “Un errore non cambia niente. Sei sempre il nostro campione Kalidou. Forza Napoli, siamo solo all’inizio”; Allan lo consola: “Saremo sempre insieme”; Malcuit gli dice: “Sei il migliore fratello”; Chiriches  (pure da ex) lo rincuora : “Sei troppo forte, sono cose che possono succedere. Forza” . E  tra i messaggi anche quello di Crhistian Maggio: “Vecio stai sereno nella vita può succedere. Sei forte e continuerò a dirtelo”, di Camillo Zuniga: “Sei troppo forte fratm!”, di Inglese: “Sei troppo forte” e tra i messaggi anche quello privato di Marek.

Diana Miraglia

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