SOS NAPOLI, MEDICI IN PRIMA LINEA

 

Quelle lacrime non facevano proprio presagire nulla di buono. Caro piccolo Carbonara, con quei tuoi capelli arruffati giallo pagliericcio e con quell’aria un po’ così, guascona e scanzonata, sei apparso improvvisamente piccolo e fragile.

E, dopo i primi accertamenti, il comunicato rilasciato dal Napoli – Kevin Malcuit, che è uscito per infortunio durante Spal-Napoli, si è sottoposto presso la Clinica Pineta Grande ad accertamenti diagnostici. Gli esami hanno evidenziato la lesione del legamento crociato anteriore e del menisco mediale del ginocchio destro – non ha fatto altro che confermare l’ennesimo infortunio. E finisci anche tu, dritto dritto al Grand Hotel Villa Stuart.

Ma è emergenza difesa: Malcuit si aggiunge ad Hysaj  che si è fratturato il parcellare dello sterno grazie ad un tuffo in acrobazia avvenuto con la viva compartecipazione di Ansaldi nel corso del match col Torino, a Manolas, sofferente per un’infrazione alla costola, a Maksimovic infortunato con una distrazione al bicipite femorale e a Mario Rui che ha deciso di partecipare alla fiesta con l’elongazione del bicipite femorale sinistro. Insomma, l’infermeria della squadra partenopea attualmente sembra il Cardarelli nei momenti di picco: con neanche un posto libero e pazienti sistemati alla meglio con barelle di emergenza nei corridoi. E al quadro (disperato) vanno pure aggiunti il terzo mistero di Ghoulam e un Koulibaly lontano dall’essere il muro della scorsa stagione.

Per fortuna, in attacco pare essersi riavuto un certo Milik, reduce anche lui da una passeggiata in infermeria per un problema agli adduttori dopo la tournèe del Napoli negli Stati Uniti. Ma il polacco è un recidivo: nel corso dell’ultimo anno di Sarri sulla panchina azzurra – stagione 2017-2018 – nei primi tre mesi subì un grave infortunio di natura traumatica: la rottura del legamento crociato del ginocchio nel match che il Napoli vinse 3-2 a Ferrara, proprio contro la Spal. Ma Milik è un “doppiamente” recidivo: già nella stagione precedente aveva frantumato un crociato durante un impegno con la nazionale polacca perchè si sa, melius abundare quam deficere, dicevano i latini.

Menzione speciale, inoltre, per il ritorno del giovane portiere dagli occhi di ghiaccio. Dopo la recente ciorta, che al secondo giorno di ritiro a Dimaro gli portò la frattura dell’ulna (rientrando dopo quattro mesi, il 9 dicembre contro il Frosinone) Meret sembra tornato più forte e sicuro di prima.

Infine, c’è da spendere due parole sul terzo mistero di Ghoulam. C’era una volta, nella stagione 2017-18, un rullo compressore che comandava tutte le fasce a sinistra, un terzino ambìto da molti top club d’Europa. Poi un brutto infortunio del crociato segna l’inizio di un vero e proprio calvario: dopo 98 giorni senza toccare un pallone, se ne aggiungono altri 92 per la rottura di una rotula e 113 per un intervento successivo di pulizia del ginocchio. In totale, tre stop e 400 giorni di pausa, con il rientro – lo scorso dicembre in una gara del Napoli di Ancelotti contro il Frosinone vinta per 4-0 – di un Ghoulam che da allora sembra solo il fantasma di se stesso.  A questo punto è chiaro che serva uno speciale amuleto napoletano per scacciare i malocchi.

Un’analisi della situazione attuale? E’ racchiusa in poche parole: non è vero ma ci credo.

Simona D’Orso

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