Contropiede Azzurro

Spalletti: “Durar fatica”, perchè troppe son le spallate

“Ha preso una botta grossa ed evidente sulla tibia, dopo il rinvio è stato preso in pieno a gamba alta. Però in quanto a squalifiche ho già dato, non vi aspettate che dica niente ; non so come sia la regola, il difensore anticipa di un secondo poi però gli rimane il piede dritto. Vorrei andare oltre“. Spalletti liquida così  la questione che Andreazzoli invece fece notare – eccome- quando, contro l’Inter, fu defraudato di un rigore e, ai microfoni Sky criticò aspramente il direttore di gara Chiffi e Valeri al VAR : “Questa sera ho chiesto cosa ci stesse a fare Valeri al Var, alla scrivania. O era distratto o non riesco a capire, forse era andato al bagno. Com’è possibile che non aiutino quando devono farlo? Non so se serve il Var a chiamata ma mio nipote di 4 anni che si chiama Tommaso avrebbe visto che era rigore”.

Tutta qui la sconfitta del Napoli contro l’Empoli?  Certamente un Napoli al completo avrebbe vinto. Ma a questo punto del  campionato la rabbia maggiore, è proprio quella di non sapere se il Napoli costruito da Spalletti sarebbe la prima forza del campionato.

Il tecnico finora non ha cercato alcun alibi, “lamentarsi è da sfigati” parlando sempre di una rosa completa con cui poter fronteggiare le emergenze  “non siamo forti se alla prima spallata si va giù”: ma tutto ha un limite e se in pienissima emergenza ti viene meno Lobotka; se in pienissima emergenza ti vien meno Zielinski; se chi entra avrebbe dovuto restare in panchina; se prendi due pali; se subisci un gol di rimpallo di nuca, se un arbitro non viene mai richiamato da Mariani, un pizzico di depressione è più che lecito lasciando intatta la sensazione che un Napoli “normale” già danneggiato da alcuni arbitraggi molto discutibili, sarebbe in vetta. E niente, nessun episodio è a favore ma tutto resta in gioco perché “il tesoretto di punti e di gioco” non è cosa vana.

La sosta gioverà a raccogliere le idee e a ritrovare quel gioco che filava liscio come l’olio fin quando Osimhen ha smesso di correre. Spalletti ha dovuto rivedere “la verticalizzazione” e quindi il centrocampo ma a mano a mano ha perso i pezzi.

Dunque da troppe settimane “si tiene duro” ma una corda troppo tesa non può reggere oltre.

Altri due sprint sarebbero necessari anche se il Napoli è atteso a San Siro da una squadra che ha già avuto il tempo di metabolizzare l’esclusione dalla Champions e il pareggio assai fortunoso al 94°: ovvero un episodio che dà la spinta. Al Napoli è mancato.