Spalletti come Mancini ha ridato entusiasmo ad una piazza depressa, diffidente e disincantata. Il “mio” Napoli, “i nostri giocatori” come ha detto più volte, sono stato un segnale non di poco conto. Anche un anno di campagna ha ridato una voglia matta di ricominciare e soprattutto di misurarsi con un trio di altissimo profilo: Mourinho, Sarri, Allegri. Spalletti ha detto sì al primo richiamo di ADL ed ha sempre confermato il suo entusiasmo per questa squadra: significativa è stata la risposta in conferenza stampa a chi gli ha fatto notare la scritta voluta da Mourinho “Vincere malgrado tutto”. Ed ecco, quale risposta, mostrare la casacca con la scritta “sarò con te, e tu non devi mollare”.
“È un richiamo a tutte le cose che dicevamo prima, – ha detto Spalletti – i giocatori questo fatto di sentirmi dire come motivarli non mi piace tantissimo: se vuoi giocare con noi, ti alzi e ti dai motivazioni.”
Non occorre il coltello tra i denti, né il veleno quando le motivazioni non sono nella testa di ciascun giocatore. Comunque il primo approccio con Luciano Spalletti è servito per rompere il ghiaccio e capire il mercato che sarà. Spalletti tende ad essere un conservatore ad oltranza fin quando qualche cifra blu non dovesse scalfire le certezze. Ha parlato in modo chiaro di Insigne, di Petagna, Mertens e anche di Ospina: preoccupa però l’insistenza del City per Zielinski ritenuto perno fondamentale per un modulo che deve rinnovarsi e ringiovanirsi.
Piuttosto sembra vicino e concreto il possibile trasferimento di Emerson Palmieri anche grazie allo stesso Spalletti che avrebbe telefonato (“ma non posso rispondere” ) ad Emerson che non vede l’ora di tornare sotto la guida del toscano.