Spalletti per un progetto di ripartenza
Una serata di festa per ringraziare il pubblico e l’ospitalità di Dimaro che ormai dopo dieci anni, parla napoletano. Tutti sul palco a cantare: domani si va via e questo questo pomeriggio il Napoli di Spalletti sosterrà un altro piccolo esame con la Pro Vercelli per chiudere la prima parte del ritiro con qualche certezza in più prima di affrontare la corazzata Bayern Monaco il 31 luglio. Dieci giorni per conoscere e farsi conoscere; per chiudere a fatica le scorie tossiche dell’ultima partita dello scorso campionato e per avvicinare e coinvolgere i tifosi delusi e diffidenti.
Spalletti non è arrivato tra ali di folla in delirio, ma sta costruendo passo dopo passo l’immagine con i fatti e con una personalità che spicca ancora di più dopo un anno e mezzo vissuto con un ex giocatore non ancora pronto come allenatore.
Dieci giorni sono pochi per tirare un bilancio ma senza dare spazio a entusiasmi prematuri, non è sfuggito la cura del toscano verso i diseredati di Gattuso. Raramente in campo Elmas e Lobotka entravano senza guida e senza sapere dove giocare. Spalletti ha iniziato un lavoro di “identità” per capire chi poteva arricchire l’azienda Napoli e sa bene che il suo lavoro è appena iniziato. Nessuno dimentica la sequela di giudizi sommari su Osimhen , definito da tanti santoni “ un pacco “: eppure si capiva che il diamante grezzo non aveva trovato chi lo rendesse gioiello. Lo stesso Fabian, oggetto dei desideri dei massimi club, ha toppato in tante occasioni, fuori ruolo, ammesso che ciascuno sapesse dove giocare.
E aveva ragione Spalletti d’essersi innamorato del Napoli e soprattutto dei suoi interpreti che “nel fai da te “ sono riusciti a raddrizzare una stagione che poteva relegare il Napoli al 10° posto.




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