Spunti di ordinaria follia per lo sport nel week-end a partire dalle dichiarazioni di Marotta

Il fine settimana contrastato per il mondo dello sport è da passare all’esame degli psicologi per vedere cosa possano tirarne fuori.

Si parte dagli Usa. A Flushing Meadows, sabato, la regina del tennis Serena Williams protesta, accusa, si becca una sanzione solo perché sentiva che la giovanissima giapponese Osaka le stava sfilando di mano l’ennesimo slam.

Quando imparerà a perdere la “grande” campionessa?

Domenica a Misano è la volta di Romano Fenati. In sella alla sua moto, in battaglia con Manzi, il giovane centauro di Ascoli Piceno commette una follia, mettendo a repentaglio l’incolumità dell’avversario e forse anche la sua. Il Team lo licenzia e il patron della MV Augusta Castiglioni, casa con la quale Fenati ha già un accordo per la prossima stagione, gli chiude la porta in faccia, riservandogli parole dure.

Fenati ha ventidue anni ma corre già da diverse stagioni, forse per lui come per altri la gioventù va a braccetto con la sconsideratezza.

Un raggio di luce viene da Roma. Nella serata del Foro Italico la nazionale di volley debutta con un successo al mondiale alla presenza del presidente Mattarella che appare durante la gara incantato dall’atmosfera che lo circonda. Tanto è l’entusiasmo che si respira nell’aria e poi ci sono gli inchini dei giapponesi quando il capo dello stato alla fine della partita scende in campo a riconciliare un po’ tutti con lo sport.

C’è, però, qualcuno che va oltre e che per fortuna l’autorevole Corriere della Sera ha rimesso prontamente in riga.

Si può discutere della fascia di capitano della Fiorentina che la società e la squadra hanno voluto dedicare allo scomparso Astori? E’ stata violata una nuova regola è vero, ma dove sarà finito lo stile Juventus che dalle parti di Torino continuano a decantare?

Il povero “avvocato” si starà rivoltando nella tomba.

Ci si meraviglia di tanta meschinità e si resta incapaci di reagire quando basterebbe, come ha ben fatto il Corsera, parlare degli scudetti revocati che la Juventus continua a fare suoi.

Ci si chiede a questo punto, però, per chi valgono le regole nel mondo del calcio italiano?

Chi è Marotta per parlare di cose che riguardano altre società come se si trattasse di un suo compito, un suo diritto, una sua prerogativa?

Il manager è l’ultimo di una serie di personaggi che hanno fatto “grande” la Juventus negli ultimi anni, ma con i suoi compagni di viaggio è anche uno di quelli che ha contribuito a svilire il nostro campionato, non per i risultati maturati sul campo discutibili fino ad un certo punto, quanto per l’arroganza mostrata in ogni occasione in questi anni.

Marotta appartiene alla generazione dei Moggi, dei Bettega, dei Giraudo, del dr. Agricola, cioè di tutti quelli che, pur di vincere, non hanno badato a nulla.

Sarebbe il caso di ignorarli ed invece li trovi sempre da qualche parte che parlano, discettano e poi si comportano a modo loro.

Ci si augura che si estinguano come i dinosauri, anche se sembrano appartenere di più alla gramigna.

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
Informazioni su Giovanni Gaudiano 746 Articoli
Giornalista

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