Stadio Collana, una storia infinita

 

Si attendeva la fine di fine di settembre per riaprire i cancelli dello Stadio Collana chiusi dal 25 gennaio scorso, ma il Consiglio di Stato nella sentenza del 12 settembre, “ordina alla Regione Campania” di concedere la gestione della struttura vomerese alla società Giano srl del costruttore Paolo Pagliara che conta Ciro Ferrara e Fabio Cannavaro quali soci d’eccezione.

Come si ricorderà tre anni fa la Giunta Caldoro emise un bando regionale per la gestione del Collana che fu vinto dalla Cesport ma il 25 gennaio il Consiglio di Stato, su ricorso della Giano, l’altra partecipante al bando, annullava la gestione. Nel maggio scorso, la Regione, facendo rientrare la struttura tra quelle che avrebbero ospitato gli atleti per le Universiadi 2019, aveva affidato all’ARU (agenzia regionale Universiadi) la gestione per la ristrutturazione. Intanto la Regione era in attesa di un parere sull’interpretazione della sentenza  giunta il 12 settembre, che chiarisce: “ Non sarebbe logico, né ragionevole sostenere l’annullamento dell’intera gara” e ordina “la concessione in favore di Giano”, concludendo “ è da escludere che le circostanze intervenute possano impedire l’aggiudicazione a Giano”. Soddisfatto Paolo Pagliara che dice: “Ci  ho sempre creduto”. Ed ora il costruttore spera che sia la Regione a consegnare le chiavi piuttosto che un commissario ad acta come prevede la sentenza.

Un vero terremoto che è stato commentato anche dal presidente della 5^ Municipalità

“Il Consiglio di Stato, con la sentenza di ieri, non ha fatto altro che confermare quanto già più volte da noi evidenziato in ogni sede, ovvero che l’unica iniziativa che la Regione avrebbe dovuto realmente mettere in campo fosse quella di revocare il Bando dell’allora Giunta Caldoro. Invece, tutti gli atti emessi, dalla chiusura ad oggi, non hanno fatto altro che rispondere a mere esigenze propagandistiche ed a logiche di improvvisazione, in spregio a qualsivoglia visione programmatica concreta volta ad ottenere una stabile riapertura dello Stadio nel rispetto della sua vocazione pubblicistica a servizio della collettività. Ora siamo di nuovo al punto di partenza e con tutte le associazioni, privati cittadini, atleti e sportivi alla finestra, orfani dell’unica struttura sportiva degna di questo nome presente sul territorio collinare e probabilmente in Città. Con maggiore cautela, attenzione e competenza sarebbe stato possibile risolvere una questione che, ogni giorno che passa, non fa altro che mettere a nudo l’assoluta incapacità ed inadeguatezza dei soggetti coinvolti nella gestione dello Stadio ed al tempo stesso, mette sempre più a rischio il patrimonio sportivo, culturale e sociale che negli anni si è sviluppato in una struttura che, seppur con tante carenze, ha da sempre rappresentato uno straordinario punto di riferimento per il recupero del quale la Municipalità continuerà a fare battaglia in ogni sede”

Entro 45 giorni la Regione dovrà eseguire la sentenza della 5^ sezione del Tribunale di Roma e, a meno di altri colpi di scena, che potrebbero trovare appiglio “a sopravvenute ragioni di pubblico interesse”, non  resta che sperare in una rapida soluzione. Agli sportivi, invece, non resta che attendere fuori dai cancelli.
Diana Miraglia

Diana Miraglia
Informazioni su Diana Miraglia 1998 Articoli
Giornalista

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