Contropiede Azzurro

Stanotte a Napoli, le luci non si spengono

In quell’affresco di Alberto Angela che soltanto un uomo di rara cultura e finezza poteva scrivere e rappresentare con “Stanotte a Napoli” si  è parlato di una città con luci e ombre che troppo spesso vengono rimarcate oscurando o tentando di oscurare per mitigare le luci . E in ogni momento, in ogni rigo di un quotidiano, in ogni analisi, in ogni programma emerge invece gomorra come unità realtà. Finanche un gol, visto e rivisto al VAR e poi annullato, ha fatto gridare “gomorra”.

Stanotte a Napoli, ha inchiodato alle poltrone oltre 4,154 milioni di italiani totalizzando il 23 per cento di share.  Alberto Angela non poteva inventare ciò che ha descritto, non poteva costruire ciò che la storia ha costruito e lasciato. Nessun attore ha interpretato Napoli, nessun ricorso alla finzione scenica, nessun mirabile artifizio:  Napoli  resta quella sfacciata città bella senza pudore. E sembra quasi blasfemo dover rintuzzare ogni giorno provocazioni di bassa lega o Lega.

C’è da parlare di calcio mentre si guarda il Vesuvio? E in tanti lo invocano perché distrugga. Ed Alberto Angela ha tentato di zittire tutti.  Si sa, un inutile tentativo per chi non può godere  come un napoletano  e, anzi, un nuovo motivo per far dimenticare le luci e far riemergere le ombre sempre più nere.

Nella “visita” alla città Angela non ha dimenticato  Maradona e ha chiamato Salvatore Bagni a testimoniare chi fosse Diego per Napoli, per poi concludere, “ più che un calciatore Diego è uno stato d’animo”.

Chi va a Milano, s’incanta estasiato dinnanzi al Duomo; chi va a Firenze non sa dove guardare per tanta bellezza. Chi va a Roma sente la storia più del presente.  Tra quattro giorni un altro anno difficile tramonterà: che il nuovo anno possa  sgombrare le menti dai pregiudizi per saper vedere  le tante  luci di Napoli che non dà lezioni di vita, né di cultura perché è umile come Maradona, canta come Caruso, recita come Eduardo.