Stella Rossa-Napoli, the day after, smaltita la rabbia?

Stella Rossa-Napoli, the day after. Smaltita la rabbia? Si fa per dire.   Stavolta l’occasione era di quelle ghiotte: la possibilità di rosicchiare tre punti al PSG, di tenere il passo con gli altri due squadroni del gruppo, giocando contro una squadra che dal punto di vista tecnico occuperebbe la parte destra della classifica di serie A. Poche idee, ma solide, quelle dei serbi: non più di dieci passaggi di fila, lancio lungo a Boakye (ex Atalanta e Latina) e tutti dietro la linea del pallone. Missione compiuta, dato il risultato. Ma il rammarico c’è, ed è tanto. Ci si aspettava qualcosa di più dagli avversari: non solo la squadra di quarta fascia di Champions per gli azzurri è storicamente stata ostica (per ricordarne qualcuna: Marsiglia, Feyenoord, Dinamo Kiev…), ma l’atmosfera rovente non si è dimostrata un’arma in più per i biancorossi.

Ma ci si aspettava  (forse)  qualcosa di più anche dagli azzurri nonostante una partita ampiamente in mano del Napoli per tutti e 90 minuti. Un pari che ci sta stretto e deve far riflettere. Né i cambi offensivi (Mertens, Ounas, Hamsik, Milik e Insigne contemporaneamente in campo) né il cambio di modulo (da 4-3-3 a 4-2-4) hanno cambiato le sorti di una partita stregata, segnata anche dall’ormai abituale malasorte alla quale il Napoli ci ha tanto abituato (traverse di Insigne e Rui).
Difficile pensare che Liverpool e PSG non facciano bottino pieno a Belgrado: il Napoli parte da un ipotetico -2 che rischia di pesare come un macigno sul cammino verso gli ottavi.

Teniamoci dunque le note positive: il debutto di Ruiz, la seconda partita senza gol subiti, le tante occasioni. Sembra poco alla luce di un sol punto conquistato: sembra poco alla luce di tanti soloni pronti a individuare i limiti della squadra: che, pure ci sono. Però l’analisi di una partita andrebbe allargata: l’obiettivo dovrebbe cogliere 360 gradi. Stella Rossa-Napoli è stata una bella partita con 8 occasioni gol, 160 passaggi ad hoc, 70 per cento di possesso palla, purtroppo l’anemia di gol prosegue e su quest’aspetto lavorerà Ancelotti. Eppure, se il gol avesse coronato la bella prova, tutti avrebbero esaltato e commentato la partita in modo diverso sottolineando le grandi giocate e le occasioni non finalizzate. La gara Champions, viceversa, ha rappresentato un grande passo in avanti rispetto a Napoli-Fiorentina dove il gol fu un’occasione dopo una prova scialba, ma, in quell’occasione, tanti elogi.  Così come l’analisi della gara vinta dall’Inter negli ultimi dieci minuti con un assalto al fortino dopo una gara deludente per ritmo e idee. Va bene così: il Napoli sta veramente crescendo e non ha bisogno di anabolizzanti.

Ora però non c’è tempo da perdere. La sfida con il Torino è dietro l’angolo, e già si profila lo scontro al San Paolo con il Liverpool. Ora più che mai bisogna essere vicini alla squadra e organizzare un San Paolo tinto d’azzurro con la coreografia inimitabile della fantasia partenopea.

Claudio Urciuolo

Informazioni su Redazione 1532 Articoli
---

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*