STOP A CINQUE PISCINE

E’ più che fondato il rischio che i 3 milioni e 600mila euro spesi per la ristrutturazione della piscina Scandone per le Universiadi portino a far si che tutte le squadre cittadine di pallanuoto rinuncino per gli alti costi di gestione e di fitto richiesti dal Comune per l’utilizzazione della vasca in occasione delle partite di campionato. Il resoconto dei costi di gestione è allarmante: 654€ a partita per il Posillipo e Cesport, secondo le tabelle comunali. La Canottieri ha deciso di giocare a Casoria dove paga €300 a partita, mentre l’Acquachiara per il campionato A2 pagherà €200 tutto compreso.

Se si considera che la piscina del Bogliasco costa €250, quella della Florentia €150, mentre il Foro Italico costa €200 e la piscina di Siracusa €50. Ai €650 poi bisogna aggiungere €150 per l’ambulanza, €60 per il medico nonchè i costi del tabellone. E’ da precisare che dello splendido video ammirato in occasione delle Universiadi è rimasto solo lo schermo mentre il software per le attività oltre che la professionalità per farlo funzionare, non sono presenti nel lascito della Regione.

Il problema si ripeterà sabato in occasione del derby Posillipo/Salerno: se non ci saranno novità una partita potrà costare sino a €1200. A Napoli le piscine attualmente chiuse sono 5: le due della Scandone, Monfalcone, Barra  e Scampia. La FIN ha aperto un tavolo con il Comune per cercare una soluzione, considerando che, tra l’altro, ci sono  migliaia di bambini in attesa di fare nuoto.

L’assessore Borriello annuncia che per il 4 novembre riaprirà la Scandone e si auspica un accordo con la Federnuoto, nell’ottica del centro Federale, per raggiungere un’ intesa.

Claudio Russo

CLAUDIO RUSSO
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