Stop della FIFA ai “prestiti selvaggi”: una rivoluzione per il calciomercato

Renzo De Vecchi è un nome che non risulterà familiare neanche ai più esperti conoscitori di quel grande parco divertimenti che è il calciomercato. Classe 1894, terzino del Milan, diventa un giocatore del Genoa perché…la ditta per la quale lavora come fattorino lo trasferisce nella città della Lanterna. Storie di un secolo fa, ma che ci sembrano del tutto irreali in un calciomercato che, al giorno di oggi, muove giri di affari spaventosi.
Nel corso dei decenni, dal semplice trasferimento di un giocatore, molte altre formule sono comparse per permettere ai presidenti di club campagne acquisti sempre più onerose: su tutte comproprietà e prestiti.
Se la comproprietà di un calciatore, un’invenzione “tutta italiana”, è stata già abolita dall’UEFA, secondo quanto riportato da calcioefinanza.it anche i prestiti potrebbero finire presto nel mirino del massimo organismo mondiale di calcio, la FIFA.
Al momento, infatti, non c’è alcuna restrizione riguardante i prestiti, né per quanto riguarda il numero, né per il giro di affari. Questa lacuna giuridica ha spinto alcune squadre ad usare i prestiti di un elevato numero di giocatori solo per motivi di bilancio, senza alcuna motivazione di tipo tecnico. Alcuni esempi: la Juventus ha dato in prestito solo nella scorsa stagione ben 45 giocatori; segue il Chelsea, con 40 prestiti, e il Manchester City, con 28. Per fare un paragone, i prestiti di tutte le squadre di Liga sono stati 58, e in Bundesliga solo 27. Ma l’abuso più clamoroso di questo mezzo fu messo in atto dal Parma durante la stagione 2014/2015 (quella del fallimento), quando ricevette in prestito 181 calciatori a titolo gratuito, cedendone ben 205.
L’idea della FIFA è semplice: imporre un tetto di otto operazioni con la formula del prestito per sessione di mercato, impedendo questo giro di operazioni opache e non legate al campo; tale limite non si applicherà in ogni caso ai settori giovanili.
Con la speranza che il calciomercato torni ad essere funzionale al calcio e non a procuratori e dirigenti.

Claudio Urciuolo

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