A questo punto si aprono diversi possibili scenari: in primis una sentenza storica, sullo stile, per fare un esempio, della legge Bosman che sancì la libera circolazione di calciatori. Non cambia, allo stato, la posizione dell’Uefa, la quale pone come condizione alla creazione di un proprio torneo fuori dal sistema calcio, di uscire dallo stesso, con tutte le conseguenze. In poche parole, chi vuole partecipare alla Superlega, non potrà giocare le tre competizioni continentali (Champions, Europa League e Conference League). Poi è demandata alle singole federazioni la decisione circa l’opportunità di far partecipare le squadre aderenti alla Superlega, ai propri campionati nazionali.
La FIGC resta ferma sulle proprie posizioni intrasigenti ove la giustizia europea dovrà stabilire se l’UEFA ha violato gli artt-101 e 102 del trattato sul funzionamento dell’Europa, i quali vietano l’abuso di posizione dominante e politiche per restringere o falsare il gioco della concorrenza. L’UEFA, che nel frattempo ha ufficializzato l’apertura di un’ inchiesta su tre club ha preso posizione circa l’interessamento della Corte di Giustizia Europea, sollecitato dal Tribunale di Madrid: “la UEFA prende atto dell’annuncio da parte della Corte di Giustizia della UE del riferimento da parte di un Tribunale di Madrid sulla cosidetta Superlega, nonostante il ritiro di nove dei suoi club fondatori. La UEFA ha fiducia nella sua posizione e la difenderà con forza”.