Tentano solo di offuscare Napoli

Le offese a Sarri, gli striscioni e i cori offensivi su tanti campi di calcio (e non solo di serie A), la strumentalizzazione della rapina a Insigne, il dito puntato sempre contro Napoli: perché? Tante le risposte che affondano nella storia, tante le colpe del popolo partenopeo, individualista sino all’ autolesionismo, ma sia consentito che, sia pure per un 1 per cento la spinta contro questa stupenda città, venga dalla stampa sempre più legata da una catena di Sant’Antonio. La stampa sportiva dei tre maggiori quotidiani fanno l’eco alle pagine sportive dei maggiori quotidiani italiani a più alta tiratura. La grande industria, le banche, gli Agnelli: tutti uniti in una cordata. Peccato che la corda sia lisa e può spezzarsi, e, prima che accada gli Agnelli tendono a venir fuori dal Corriere della Sera, uno dei quotidiani divenuti più aspri nelle critiche sportive e non solo della nostra città. Senza contare mamma Rai. Ora l’Espresso, la Stampa, Secolo XIX e la Repubblica, canteranno tutti insieme: e la voce di Napoli? Non c’è, o meglio solo l’edizione di Napoli del Corriere dello Sport tenta uno sguardo oggettivo: anche perché è l’edizione più venduta. Peccato che le azioni di alleggerimento per una città europea come Napoli venga da altra stampa, magari straniera come quella inglese (http://www.telegraph.co.uk/travel/destinations/europe/italy/11526817/Naples-Passion-and-death-in-Italys-underrated-gem.html) che più volte ha rimarcato come Neapolis fosse pubblicizzata solo in negativo e come fosse diversa la realtà che andavano a conoscere fino a definirla la più bella città d’Italia. Quì c’è camorra, terra inquinata, indisciplina, spazzatura : ma c’è ben altro , ben altro a livello di cultura, arte, scienze, archeologia, medicina, ricerca. Eppure Made in Sud e il solito pulcinella di strada che viene puntualmente intervistato, fanno sempre il folklore come marchio a fuoco. Mai a stabilire che a Napoli i discendenti dei Lazzari rendono infelici per primi i napoletani ma tanto tanto felici coloro che possono parlare di “disagio sociale” per uno scippo fatto a Insigne. E’ malafede. Ribattere punto punto quanti siano i calciatori rapinati ovunque; ribattere sulla monnezza ovunque; ribattere sulla delinquenza ovunque; ribattere sull’inquinamento ovunque, non vale la pena. In una gara così squallida non si vince. E’ solo l’Italia che perde.

Diana Miraglia

Foto copertina dal portale VieniaNapoli

Diana Miraglia
Informazioni su Diana Miraglia 1999 Articoli
Giornalista

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