Testa bassa e lavorare, il campionato aspetta il Napoli

Giudizi sparsi e prematuri, titoloni da avanspettacolo da parte di quotidiani sportivi nazionali, che pare non attendessero altro, ed il pubblico che invece ha saputo cogliere il momento applaudendo, dopo la partita, una squadra che lascia l’Europa per un calcio di punizione ed un gol che non era un tiro ma neanche un cross.

Insigne festeggia con Hamsik il vantaggio del Napoli
Insigne festeggia con Hamsik il vantaggio del Napoli

Nei 180′ minuti il Napoli ha mostrato di essere superiore al Villareal, forse meno astuto, ma la compagine azzurra lascia l’Europa League senza demeritare.
Si diceva della tentazione da parte di qualcuno di trarre già alcune conclusioni, di emettere i soliti giudizi partendo dal risultato e soltanto da quello.
Non è il caso e neppure il momento, semmai andrebbe valorizzato come la squadra, al netto di qualche uomo certamente non al top della forma, abbia mostrato qualità, quantità e voglia di giocare e vincere sino alla fine indipendentemente dalla difficile situazione che si era creata.
Nel calcio purtroppo esiste una percentuale rilevante di episodicità, ma sarà venuta anche l’ora che prevede come questa tendenza negativa si spenga, si trasformi riconsegnando alla città, ai tifosi, al campionato, al calcio la squadra bella e vincente di soli quindici giorni fa.
A questo punto ci sarebbe anche da riprendere le parole di Sacchi del dopo Napoli – Milan. L’ex allenatore e innovatore del calcio italiano, come gli viene riconosciuto dagli stessi che scrivono, parlano e pensano i titoloni, ha dichiarato che la squadra di Sarri è oramai una realtà ed è una realtà che è riuscita ad andare oltre le sue potenzialità senza piegarsi ad una logica di gioco che non le appartiene. E’ evidente che, indipendentemente da come finirà la stagione, a questa squadra ed a questo allenatore bisognerà riconoscere tutti i meriti possibili. Certo fa male subire un’eliminazione come quella di ieri sera, non riuscire a superare il grande Milan che ha giocato essenzialmente per non perdere o ancora di più tornare da Torino con una sconfitta al termine di una gara che anche la portentosa Juventus aveva oramai accettato di concludere pareggiando ad evitare guai peggiori.

Insigne dopo la parata  di Areola che gli ha negato il gol
Insigne dopo la parata di Areola che gli ha negato il gol

In nessuna attività o avvenimento della vita una fase può cancellare tutto il buono che sia stato prodotto in tanti mesi di duro lavoro, che hanno visto la nascita e la crescita di un progetto che avrà, se opportunamente alimentato, un grande futuro.
L’analisi non serve da contentino e non è la solita giustificazione per ciò che non si è riusciti a fare, piuttosto rappresenta lo sforzo di saper mostrare gratitudine mantenendo una coerenza ed una ragionevolezza che ai nostri tempi sono diventata merce rara.
Forza Napoli, forza Higuain e compagni si può completare una grande stagione, ricordando anche i passi cosiddetti falsi, ma tornando a giocare con tranquillità partita dopo partita divertendosi come ha mostrato di essersi divertito il pubblico del San Paolo.

Giovanni Gaudiano

 

Giovanni Gaudiano
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Giornalista

1 Commento

  1. lavorare “a testa bassa” (guardandosi i piedi), impedisce di vedere la giusta direzione. l’agognata meta. i don’t like.

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