TREMA LA FIFA

«Questo è solo l’inizio». L’avvertimento è stato lanciato dalle autorità americane, dopo il blitz scattato in seguito ad un’indagine dell’FBI sull’attività FIFA, che ha portato all’arresto di sette dirigenti

Il presidente uscente della Fifa Sepp Blatter è indagato ma non è stato rinviato a giudizio e venerdì potrebbe essere rieletto per il suo quinto mandato avendo ottenuto che il Congresso della Fifa rigettasse la non candidabilità per limiti d’età. Platini chiede il rinvio, ma le ultime ore saranno decisive. La bufera è scoppiata dopo il blitz che ha portato a sette arresti per tangenti e 14 rinviati a giudizio. Con l’indagine dell’FBI sull’attività della FIFA degli ultimi 20 anni, in particolare per l’assegnazione dei mondiali e gli accordi diritti Tv, si è iniziato ad aprire l’armadio degli scheletri. Si sospettano tangenti per 150 milioni di dollari secondo l’indagine condotta dal Dipartimento americano della giustizia che fonda l’accusa sulla corruzione nei confronti del Comitato esecutivo della FIFA. Oltre alla corruzione, le accuse dovranno far chiarezza sul riciclaggio di denaro e sul racket per frodi telematiche. Anche la procura svizzera intanto ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di “riciclaggio e gestione sleale ”, in riferimento all’attribuzione dei Mondiali di calcio 2018 e 2022 alla Russia e al Qatar. CONTROPIEDE AZZURRO, nell’articolo IL POTERE USA IL CALCIO pubblicato il 4 luglio 2014, faceva il punto della situazione spiegando come e perché si fosse giunti all’assegnazione dei Mondiali in un Paese dove Blatter disse “fa caldo” da cui l’ipotesi di disputare il torneo in inverno. Tanto per capire che cosa, in vent’anni, gli alti ufficiali dell’organizzazione che governa il calcio mondiale, hanno deciso secondo un progetto criminale. Le indagini sono appena iniziate e i centinaia di faldoni sequestrati dovranno essere esaminati; intanto si aprono altri fronti di guerra: da un lato Asia e Russia contro l’ingerenza americana, e dall’altra il ruolo dell’UEFA che si dice “stupito e addolorato” per gli arresti avvenuti a Zurigo e minaccia di boicottare il congresso, mentre Tavecchio, dopo aver parlato con Platini, voterà contro Blatter. Una bufera che per vent’anni è stata solo annunciata, finalmente è scoppiata: e questo è il giorno anche di Diego Maradona che ha dichiarato: “Io lo dicevo da tempo, non sparavo in aria e invece mi hanno trattato come pazzo: è un’istituzione di corrotti”, e su Facebook, Diego ha postato una foto di Blatter con scritto “ladro”. Anche altri campioni sono stati duri, come Romario ex attaccante del Brasile che ha definito “topi” i dirigenti Fifa; e Lineker ex campione inglese che dice “non c’è organizzazione più deplorevole e corrotta della Fifa”. In attesa di eventi, Bin al Hussein, principe giordano, rivale di Blatter alle elezioni per la presidenza che fino a qualche giorno fa era solo un nome da sfidare e battere, oggi dichiara: “La Fifa ha bisogno di una leadership che governi, guidi e protegga le nostre associazioni nazionali e che si assuma la responsabilità delle proprie azioni”. Un terremoto, una bufera, ma, e sarebbe bello sbagliare, “se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.

Diana Miraglia

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Giornalista

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