“Qualcuno non ha capito davvero il senso del mio gesto, stanno riempiendo di nefandezze i canali social con ricostruzioni dei fatti mai esistite”. Queste le parole di Prandelli in una intervista a pochi giorni dalla pubblicazione della lettera carica di pathos con cui spiegava ai tifosi i motivi del suo addio.
Certamente dal canto suo, l’ex c.t. della nazionale non è stato, volutamente, troppo esplicito e diretto, e cercare motivi extra-campo alla base della sua decisione non è illegittimo. Frasi come “in questo momento della mia vita mi trovo in un assurdo disagio che non mi permette di essere ciò che sono” e “In questi mesi è cresciuta dentro di me un’ombra che ha cambiato anche il mio modo di vedere le cose” difficilmente vengono utilizzate per giustificare un cambio di panchina, e lasciano intravedere qualcosa che va oltre il campo.
E tuttavia, se davvero in buona fede si vuole analizzare un discorso così profondo e nebuloso allo stesso tempo, l’ex allenatore viola si è giustamente sentito ferito nel leggere sui social delle “letture” che come base niente di più che un messaggio audio di origine ignota dal quale emerge uno spogliatoio rotto da una lite tra il tecnico ed Amrabat e che avrebbe deciso poi di prendere le parti del compagno di squadra e isolare Prandelli, mettendolo così di fronte al fatto compiuto e forzandolo a dare le dimissioni.
Oltre alla smentita di Prandelli e l’assoluta impossibilità di verificare la fonte, anche le ultime prestazioni della Fiorentina non vanno nella direzione di uno spogliatoio ammutinato. Nonostante la sconfitta col Milan, nel primo tempo la viola ha disputato una buona gara, e la precedente vittoria per 4-1 con il Benevento sottolinea che la squadra, quando le riesce (quest’anno non troppo spesso), gira bene e convince.
Comunque sia andata una cosa è certa: a Firenze hanno una certa predilezione per i ritorni di fiamma. Così, per traghettare la Fiorentina a fine campionato è stato richiamato nientemeno che Iachini, che il 9 novembre aveva lasciato la panchina proprio in favore dello stesso Prandelli. La sua stagione fino a quel momento non era stata particolarmente esaltante, così come gli ultimi anni della viola che per motivi diversi non riesce ad andare oltre la mediocrità, nonostante i progetti ed i nomi importanti che compongono la rosa. Ripensare tutti assieme, allenatore e dirigenza alle strategie per la prossima stagione, magari partendo da giocatori funzionali ad un determinato schema gioco, può essere un punto di partenza.