Ora sarà più difficile anche se l’impresa resta alla portata del Napoli, ma questo format dell’Europa League è come una trappola infernale che coinvolge la prima che prosegue per gli ottavi, ma coinvolge anche chi si qualifica al 2° e 3° posto. Spareggi con altro dispendio di energie e il terrore della Conference League: eppure nulla si può snobbare quando si parla di soldi. Basta guardare i bilanci di tutte le squadre per sorridere a quello che gestisce Aurelio De Laurentiis con un’attenzione alla finanza reale che disprezza quella creativa.
Il Napoli non ha un terzino sinistro che faccia rifiatare Mario Rui che, pure, ha giocato 6 magnifiche partite. Venti milioni per Emerson Palmieri non sono stati spesi, ma neanche è stato venduto Koulibaly, unico che avrebbe potuto consentire di arrivare al terzino sinistro: e in sostituzione di Koulibaly? Con questa squadra ogni giocatore ha una percentuale di quei 18 punti conquistati. Ora occorre pensare di salvare il salvabile in questo girone e prendere di mira il Legia Varsavia, 21 ottobre e 4 novembre, per risalire la china.
Il 24 novembre già il quadro sarà più chiaro per Spalletti quando il Napoli affronterà una settimana ad altissima tensione di ritorno dalla sosta per le Nazionali: domenica 21 novembre Inter-Napoli; mercoledì 24 novembre Spartak Mosca; domenica 28 novembre Napoli-Lazio e a seguire una partita infrasettimanale di mercoledì con il Sassuolo in trasferta.