Vince Antonio Conte la sfida con Rino Gattuso: il pareggio maturato al Maradona è un risultato utile (all’Inter) ottenuto da una squadra guidata da chi ha maggiore consapevolezza nelle proprie qualità e nei propri difetti. Alla fine il risultato può risultare anche giusto ma il rimpianto, ancora una volta di non aver tentato di vincerla e, ancor prima di non provare a dominarla, resta. La copertina di un intero campionato con un titolo che va componendosi: “Il rimpianto”. Questa partita poteva affondarci in caso di sconfitta ma, con il pallino del gioco in mano non doveva essere sprecata. La possibilità di 5 sostituzioni quale rivoluzione in questo campionato balordo non è stata sfruttata neanche in questa partita determinante per l’obiettivo finale.
Una premessa per parlare comunque di una battaglia tra due grandi squadre che hanno avuto entrambe l’occasione di vincerla. Nel primo tempo, è stato il Napoli a dettare i tempi di gioco con un Fabian sul tetto d’Europa che ha sbagliato una sola palla, anche se l’Inter, con Lukaku trova il modo di rendersi pericolosa col palo a dirgli di no. Subito dopo una bella incursione di Insigne viene ben “sfruttata” da un concorso di colpe di Handanovic e De Vrij che consentono al Napoli di passare in vantaggio. L’Inter ruggisce ancora con Lukaku e poi con Barella anticipato d’un soffio da Meret. Ma è nel secondo tempo che l’Inter cambia volto e cerca (riuscendoci) di intimorire l’avversario: ha alzato il ritmo ed Eriksen, con un bolide da fuori area brucia Meret.
La partita è cambiata e davanti, Osimhen che poco o nulla ha inciso, sembrava un orpello per un Napoli che non trovava, ma neanche cercava profondità e spazi per sfruttare la velocità del nigeriano. E Mertens? Si riscaldava, aspettava di poter entrare e a 15 minuti dal termine, Gattuso decideva per il primo cambio. All’88° il secondo (Elmas per Zielinski) e al 91° altri due (Bakayoko e Hysaj per Fabian e Politano). Sarebbe cambiato qualcosa se Gattuso avesse adeguato la squadra con le sostituzioni di fronte all’atteggiamento più aggressivo dell’Inter? Una risposta non c’è, ma il non aver tentato è un rimpianto.