UN PASSO AVANTI NELLA COSTRUZIONE DEL NUOVO NAPOLI

Lorenzo Insigne esulta dopo la rete con Mertens e Lopez

Gli azzurri battono 5 a 1 il Cittadella, chiudendo il ritiro di Dimaro. Insigne e Valdifiori già in forma campionato mentre da sistemare la difesa, su cui ancora sono in corso trattative di mercato

Un pomeriggio caldo e piovoso ha rappresentato la cornice dell’amichevole con cui si è conclusa la fase di preparazione del Napoli a Dimaro. L’avversario al campo di Carciato questa volta è stato il Cittadella, battuto con il punteggio di 5 a 1 grazie alle reti di Albiol, uscito precauzionalmente dal campo per una scontro testa a testa con il difensore granata Pascali, Insigne (doppietta), El Kaddouri e Mertens; l’unica rete della squadra veneta è stata realizzata da Coralli. Facendo un salto nel passato, la squadra granata costituì nel lontano 26 settembre 2004 la prima avversaria in serie C1 del nuovo Napoli targato De Laurentiis. Sicuramente il presidente, seduto a bordo campo assieme al responsabile della comunicazione Nicola Lombardo, prima dell’inizio della partita avrà pensato a quest’interessante particolare, perché da allora sono passati 11 anni vissuti tra emozioni, gioie, qualche trofeo ed anche qualche contestazione.

Le due squadre prima di scendere in campo
Le due squadre prima di scendere in campo

Tornando però al presente, gli azzurri si trovavano di fronte un avversario che quest’anno ripartirà dalla Lega Pro, dopo la retrocessione dalla serie B nello scorso anno, con una nuova guida tecnica: Roberto Venturato, che sostituisce Claudio Foscarini dopo 13 anni di militanza nel club sulla panchina delle giovanili e della prima squadra. Il Napoli, appesantito dai carichi di lavoro di queste settimane, è riuscito a mettere in piedi una buona prestazione, facendo intravedere l’impostazione che Maurizio Sarri sta cercando di trasmettere al gruppo. Il possesso palla man mano comincia a farsi più veloce e la grande adattabilità di Insigne nel nuovo ruolo che gli è stato disegnato sta affascinando tutti. Fino ad ora non è mancato nel tabellino dei marcatori di alcuna partita, dimostrando che il nuovo ruolo gli consente di giocare più vicino alla porta, cosa che il modulo di Benitez non gli concedeva perché era richiesta necessariamente la sua copertura sulla fascia per mantenere in equilibrio lo schieramento. Le due punte, Mertens e Gabbiadini, sentivano probabilmente la stanchezza del carico di lavoro ma non hanno mancato nel fare la differenza con le loro pregiatissime giocate. Il centrocampo a tre Allan-Valdifiori-Lopez ha funzionato bene in fase sia di costruzione che di interdizione, con Allan e Lopez a contrastare i tentativi di manovra del Cittadella e Valdifiori invece bravo a dare appoggio sia alla difesa sia all’attacco con i suoi lanci in verticale e il suo certosino senso della posizione. Da rivedere, purtroppo, sono sempre i meccanismi difensivi, perché non si può concedere agli avversari libertà di cross sulla fascia e attaccante smarcato in area pronto a centrare il bersaglio: su questo Ghoulam ed Henrique dovranno ancora lavorare parecchio se vorranno esser utili a questo Napoli. Per quanto riguarda i portieri, Rafael nel primo tempo ha continuamente cercato di tenere concentrata ed alta la difesa e sull’unico tiro granata ha smanacciato in angolo; Gabriel invece non ha avuto grandi possibilità per mettersi in mostra, ma c’era lui tra i pali quando è stato incassato il gol: sul cross, al posto di rimanere sulla linea di porta, poteva piazzarsi più alto per andare ad intercettare il cross da cui è nato il gol del Cittadella. Le sostituzioni nel secondo tempo hanno fatto fatica inizialmente ad entrare in partita, su tutti Jorginho apparso spaesato e deconcentrato. Poi l’italo-brasiliano ha cominciato a far vedere quello di cui è capace: passaggi rasoterra in verticale molto precisi per gli attaccanti e più movimento in mediana; si tratta pur sempre di un ragazzo di 23 anni che, usato in malo modo da Rafa Benitez, adesso ha la possibilità di mostrare quel che vale veramente. Inler, De Guzman, Callejon, El Kaddouri da rivedere: lo spagnolo ha fatto meglio delle precedenti prestazioni, servendo l’assist per la rete del marocchino; lo svizzero ormai mostra di non sapersi più adattare ad alcun ruolo e attende una nuova destinazione; l’olandese ha bisogno di tempo per integrarsi nella nuova posizione, sapendo di non essere più una prima scelta ma probabilmente nemmeno una seconda; il marocchino invece dimostra di poter essere un’importante alternativa ad Insigne nel ruolo di trequartista, ma c’è un limite di giocatori in organico da rispettare e ciò probabilmente porterà ad usarlo come pedina di scambio in qualche trattativa. I giovani Dezi, Luperto e Bifulco hanno fatto una breve apparizione che servirà loro per ulteriore esperienza, anche se l’ex Crotone non è più un ragazzino e verrà girato probabilmente in prestito.

Raul Albiol esulta dopo la rete di testa che ha portato in vantaggio gli azzurri
Raul Albiol esulta dopo la rete di testa che ha portato in vantaggio gli azzurri

Naturalmente non poteva mancare la solita roboante uscita di scena del nostro presidente, che ha lasciato Dimaro in elicottero con la moglie e, a sorpresa, Marek Hamsik (successivamente sarà anche Reina a partire con un altro elicottero), mettendo fine al ritiro azzurro in Trentino.

Lorenzo Gaudiano

 

Lorenzo Gaudiano
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Giornalista

1 Commento

  1. mi piace il suo ottimismo che, sicuramente, dovrà passare attraverso prove con squadre avversarie di ben altro livello da quello finora incontrato. speriamo bene, 40 punti in campionato dovrebbero essere largamente alla nostra portata.

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