Lorenzo Insigne, migliore in campo nell’ultimo test dell’Italia contro la Repubblica Ceca, nel giorno del suo trentesimo compleanno, riesce ad esprimere tutta la sua soddisfazione per il risultato e per la prestazione e, ai microfoni di Rai Sport, ha detto: “Sono contento per la prestazione, abbiamo fatto una gran partita. Manca una settimana all’Europeo, dobbiamo arrivare pronti. Oggi era un grande test, dobbiamo iniziare Euro 2020 nel migliore dei modi”. E alla domanda, se si senta il leader di questa squadra, ha risposto: “Mi sento vecchio (ride, ndr). Sono contento della fiducia che mi sta dando il mister, la sento. Cerco sempre di mettermi a disposizione e giocare per i compagni. Il mister ha creato un gran gruppo, ci ha messo nelle condizioni di esprimerci al meglio. Tutti ci stiamo divertendo, cerchiamo di esprimere un gran calcio”.
A trent’anni ha regalato un gol all’Italia che guarda lo scugnizzo e si chiede come sia possibile che nella sua Napoli venga ancora messo in discussione. E’ un mistero che soltanto grandi psicologi dovrebbero spiegare: la gran partita giocata venerdì sera al Dall’Ara ha suscitato nei tifosi partenopei una grande stizza e in tanti hanno riempito nuovamente i social di messaggi francamente inopportuni.
Mettere in discussione Lorenzo Insigne è atto di grande miopia con problemi legati alla memoria. Di errori ne ha fatti. Di rigori decisivi ne ha sbagliati. Di partite da dimenticare, diverse. Ma sarebbe d’obbligo ricordare quante partite ha giocato per gli “altri”; quanti dovrebbero dire grazie a Lorenzo Insigne per essere stati grandi, uno su tutti Gonzalo Higuain, forse il più grande centravanti dopo LUI.
E’, in genere, la miopia dell’atto in sé – un passaggio sbagliato o un tentativo di tiro a giro – basta questo perché l’ex scugnizzo ormai maturo, sia bersagliato da dubbi.
La notte dell’ammutinamento raggiunse l’apice del pollice verso, così come il rigore sbagliato contro la Juventus. Ultimo atto, Napoli-Verona dove non è riuscito a trascinare i suoi come ha fatto in tutto questo complicatissimo campionato. Il signor Gattuso, genio “troppo” compreso, ha concentrato in poco tempo tutti gli errori decisivi che Lorenzo ha compiuto dal 16 settembre 2012 quando segnò la sua prima rete con la maglia n.24. E poi qualcun altro ne ha pure segnati, pare. E quanti ne hanno segnati Cavani, o Hamsik o Callejon, Mertens oltre ad Higuain, grazie a lui?
Napoli –Verona è da bollino nero come la divisa indossata sempre da mister Gattuso : ma se Insigne quest’anno avesse giocato quanto Osimhen o quanto Mertens, il Napoli avrebbe sfiorato la Champions o la salvezza?