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Il mondo del calcio si riempie sempre più di veleni e tossine.

Il mondo del calcio si riempie giorno dopo giorno sempre più di veleni e tossine.

Il calcio giocato, quello che ha portato e porta le persone ad appassionarsi e tifare, cede sempre di più il passo al calcio parlato. Il gioco sempre più cede spazio agli interessi, non di rado opachi. Uno sport che in tanti amiamo e per il quale ci infiammiamo, è fatto sempre di più di fiumi enormi di denaro, società per azioni, plusvalenze di bilancio, debiti che condizionano la trasparente competitività, infiltrazioni del crimine e delle mafie, truffe e inganni, regolamenti e discrezionalità che scivola più volte nell’arbitrio. Ormai il calcio giocato è una parentesi sempre più breve,  alquanto fugace, la partita diviene subito oggetto di scanner e ricerca affannosa del trucco e dell’inganno.

Tattica, giocate, schemi, azioni, dribbling, pali e goal vengono sopraffatti da discussioni infinite su regolamenti, Var, arbitri. Per non parlare poi del calcio sempre più divenuto questione di ordine e sicurezza pubblica. La responsabilità personale nella commissione di crimini diviene responsabilità collettiva e non di rado per pochi criminali vestiti da tifosi decine di migliaia di persone non possono seguire la propria squadra del cuore in trasferta. Andremo verso una desertificazione degli stadi.

Un pezzo alla volta si sta togliendo gioia ed energia. Quando ero più giovane, fino a quando ho giocato a calcio, la passione era soprattutto per la partita con i compagni e poi la domenica la partita in tv e quando capitava il mercoledì le coppe. Ora la partita giocata sembra quasi non più l’elemento centrale del circo mediatico ed affaristico che ruota attorno al calcio. Mi preoccupa che si perda sempre di più il senso etico dello sport e tutto diventa sempre di più business, furbizia ingannevole, affari e talvolta delitti. In un mondo e in una realtà sempre più attraversati da crudeltà e malvagità crescenti, lo sport deve tornare ad essere piacevole e gioioso intrattenimento, fatto di correttezza ed onestà, senza che diventi però l’oppio dei popoli. Non è salutare che ci siano persone che parlino solo di calcio e che trovino argomenti di discussione e di interesse solo nel pallone. Passione autentica e non overdose di tossine.

La rotta prima o poi va invertita, ci vuole più amore e più valori sportivi autentici e meno interessi e inganni. Utopia? No, i fatti umani possono cambiare se c’è volontà. I tifosi hanno un peso, come il popolo, il cambiamento dall’alto non arriva. Ma anche noi tifosi dobbiamo fare la nostra parte e riscoprire i valori sportivi veri. Amo Napoli e il Napoli a prescindere, ma adoro quando osano e diventano sempre più simboli di onestà e coraggio contro il Sistema. Partecipare, lottare e vincere, senza lamenti ma rivendicando con forza i nostri diritti e denunciando tutte le nefandezze dei poteri.

A cura di Luigi De Magistris, già magistrato e sindaco di Napoli, giurista, scrittore

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