La storia di Victor Osimhen è ormai nota: proveniente da una famiglia povera di Lagos, con un’infanzia per lui e i suoi fratelli tutt’altro che facile, è cresciuto tra gli stenti vicino alla discarica di Oregun. Ed è proprio la discarica che gli dona le sue prime scarpette da calcio, prese tra i rifiuti e sistemate dalle sorelle per lui, ultimo di 7 fratelli.
Il pallone, dunque, lo aiuterà a riscattarsi. Perché soprattutto dopo la morte della mamma – avvenuta quando aveva solo 6 anni – proprio come la donna rintracciata attraverso l’appello sui social, prima di diventare un calciatore professionista, il nigeriano è costretto sotto un sole cocente a vendere bibite ai semafori di Lagos.