XXX Universiade: Un bilancio positivo

 

Cala il sipario sulle Universiadi di Napoli 2019, lo Show è terminato. Le luci si spengono e gli atleti, alla spicciolata, hanno fatto ritorno ai loro paesi. “Non è ancora finita ma posso dire che il bilancio fin qui è positivo e Napoli ha sconfitto gli stereotipi” ha affermato qualche giorno fa Sotiriadis, greco, coordinatore della FISU dei giochi e, tutto sommato, il successo della manifestazione è sotto gli occhi di tutti. Il Governatore regionale De Luca esulta (“Un’impresa, la scommessa è vinta”), il sindaco di Napoli de Magistris gongola (“Abbiamo vinto la sfida”) e – al netto delle schermaglie evitabili tra i due nella fasi iniziali – come dar loro torto: la macchina organizzativa ha funzionato e retto alla grande. Belle e funzionali le strutture coinvolte, irriconoscibile – in positivo – lo Stadio San Paolo, meraviglioso il Palavesuvio, risplendente la Piscina Scandone, esaltante come ai tempi di Klaus Davi la Piscina della Mostra d’Oltremare, luccicante di nuova vita il Palabarbuto, in ripresa l’attività anche per lo Stadio Collana (per il quale, però, ancora resta da fare), solo per citare alcune delle strutture.

Certo, un po’ di difficoltà si è riscontrata nei transfer dei circa duemila atleti da e verso il villaggio galleggiante, appositamente ricreato per l’occasione su navi da crociera ormeggiate nel porto di Napoli, per alcune disavventure picaresche capitate agli atleti, oppure per la scarsa partecipazione a qualche evento sportivo dislocato un po’ più distante (con battute sarcastiche a livello mediatico nazionale). Ancora una volta però, Napoli e la Campania non solo hanno vinto la sfida ma hanno dimostrato che, con le proprie forze, hanno raggiunto un risultato sul quale ben pochi nell’Italia a trazione leghista avrebbero scommesso: il successo in toto della manifestazione.

280 milioni circa di fondi europei (fondi Fsc 2000-2006 e 2014-20 e Poc 2014-20) stanziati dall’Amministrazione regionale e 127 milioni utilizzati per la riqualificazione di strutture sportive, San Paolo compreso. De Magistris – che pure provò a finanziare i lavori della struttura di Fuorigrotta con la richiesta di un prestito al Credito Sportivo, bloccata poi dalla Corte dei Conti – ha il merito di aver attuato con i giusti tempi la fase esecutiva e progettuale del rinnovamento del San Paolo stesso. Insomma, di questo evento ci rimarranno negli occhi e nel cuore tante immagini e poco importa se c’è l’unica nota stonata di non aver beneficiato di una diretta nazionale RAI per il finale: di queste Universiadi si è detto solo un gran bene ed è un successo – che varca i confini nazionali – tutto targato Napoli e Campania. E questo è ciò che conta.

Simona D’Orso

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