I divi attempati fanno parlare di sé non sempre per cose di campo com’è stato per Ibra saltato recentemente agli “onori” della cronaca per un brutto episodio del recente passato. La Stampa ha riportato: “Zlatan Ibrahimovic avrebbe sparato e ucciso un leone in Sudafrica nel 2011. Ad accusare il calciatore svedese, attualmente in forza al Milan, è il sito Expressen secondo il quale l’atleta ne avrebbe anche importato il cranio, la mascella e la pelle come trofei da esporre nella sua abitazione a Malmö.”
Neanche il tempo di voltar pagina dopo aver rimediato un rosso in Parma-Milan per reiterate proteste, che Ibra si sarebbe reso protagonista di un altro episodio da censurare riportato da calciomercato.com: “ Un weekend da dimenticare per Zlatan Ibrahimovic che finisce al centro delle polemiche per un episodio extra-campo: nonostante la Lombardia fosse in zona rossa, ieri lo svedese si è fatto aprire un ristorante a Milano all’ora di pranzo.
A raccontare l’episodio è Fanpage.it, che pubblica anche alcuni scatti forniti da una fonte anonima che testimoniano la presenza dell’attaccante rossonero da ‘Tano passami l’olio’: come si legge, domenica intorno alle 13.30, Ibra si è fatto aprire il ristorante di proprietà di Tano Simonato, nonostante le restrizioni Covid-19 imponessero di non servire ai tavoli i clienti, lo svedese e gli altri avventori si sarebbero concessi un pranzo da 300 euro a testa.
Contattato da Fanpage.it, lo chef Simonato ha confermato la presenza di Zlatan e dell’ex terzino del Milan Ignazio Abate, smentendo però che si sia trattato di un pranzo in piena regola: “Ibra, Ignazio con un altro amico carissimo sono venuti a trovarmi, siamo stati lì un paio d’ore e poi se ne sono andati a casa. È stata una cosa tra amici, normali, siamo amici e noi ogni tanto ci vediamo da me se non ci vediamo da altri amici. Non hanno pranzato, da amici abbiamo bevuto un bicchiere di vino”. Il proprietario del ristorante in via Petrarca, che già a gennaio aveva aderito all’iniziativa ‘Io apro’ e non aveva negato le difficoltà economiche (i dipendenti del locale sono in cassa integrazione), replica così ai giornalisti che facevano notare che il suo ristorante sarebbe dovuto restare chiuso per le restrizioni legate alla pandemia: “Ma quale cazzo di pandemia, ma la smettete di rompere i cog… con sta pandemia?”.