Zeman: ” Se Insigne andasse in Canada, sarebbe una grande perdita per tutto il calcio italiano”
Social impazziti sulla vicenda Insigne in Canadà con commenti molto velenosi che non si lessero quando Marek Hamsik lasciò nei guai Carlo Ancelotti. Ma non è il momento di commentare scelte professionali difficili, piuttosto sarebbe il caso di accertare se questo ingaggio sia veramente “monstre”.
Il giornalista Paolo Del Genio, a riguardo ha commentato : “Perché le cifre di Insigne girano al lordo per fare il titolone sul giornale? Queste cifre sono al lordo, ma pare, almeno leggendo chi se ne intende, che siano circa 5-6mln ed a queste cifre qualcuno può arrivarci magari in Europa. Facciamole girare come sempre al netto, magari si capisce anche la reale distanza”.
E anche Sebastiano Giovinco, titolato a parlare più di tutti, durante un’intervista al Corriere dello Sport, ha dichiarato : Qui sono sicuri che sia fatta, lo aspettano per marzo”, confermando le voci, sempre più insistenti, di un accordo raggiunto, sulla base di 6 milioni di euro netti a stagione per cinque anni, tra il Toronto Fc e Lorenzo Insigne. Eppure Giovinco avverte il capitano del Napoli: “A livello professionale devi mettere in conto di sparire dai radar”. “Io – ha aggiunto – ho perso la Nazionale, ho perso visibilità. Se si è disposti a rinunciare a queste cose, si tratta di un’esperienza che consiglio a tutti. Meno visibilità più vivibilità”.
Alla Gazzetta dello Sport anche Zdenek Zeman, ha commentato: “Per me lui rimane sempre napoletano, il discorso è che oggi il calcio è diventato un business anche per i giocatori. Ma a me dispiacerebbe perché come ragazzo lo conosco. Da sempre lui vive per Napoli. Da piccolo sognava quella maglia, è cresciuto nel vivaio, poi è diventato capitano. Se andasse in Canada, sarebbe una grande perdita per tutto il calcio italiano”.
Pragmatico invece il commento dell’agente Andrea D’Amico, che negli anni passati ha portato proprio in Canada Sebastian Giovinco, rilasciato a Tuttosport: “Vediamo se emergeranno conferme o meno. Io credo sempre di più che il futuro del calcio passi anche dalla MLS. Gli americani stanno applicando al calcio il loro modello sportivo, quello che ha fatto del basket, del football e dell’hockey dei fenomeni globali. Certo, non è un processo immediato, ma vorrei ricordare che i Mondiali del 2026 sono lì e chiunque è andato a vedere una partita da quelle parti non può essere rimasto indifferente alle strutture, alla partecipazione del pubblico: è una crescita continua”.
In pratica tra quattro anni appena il Campionato mondiale di calcio 2026 o Coppa del Mondo FIFA 2026, noto anche come United 2026, si terrà contemporaneamente in tre nazioni, ossia Stati Uniti (10 città), Messico (3 città) e Canada (3 città), per un totale di 16 città.




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