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Zielinski segna al 61esimo compleanno di Diego

Salernitana-Napoli, la più brutta, la più preziosa, la più complicata, la più desiderata. Una battaglia vinta allo scoccare del 61esimo minuto quasi che Diego, spettatore privilegiato, avesse voluto far dono per il suo 61esimo compleanno. Anche il Var ha tentato di trovare il cavillo ma il gol pioveva dal cielo e anche lui si è arreso.

Il Napoli è sceso in campo in formazione sperimentale senza il direttore d’orchestra a sinistra e senza la gazzella a correre nelle praterie. Sembrava nervoso e l’atmosfera che si respirava all’Arechi era adeguata alla festività di Halloween.  Subito i granata cercano di far capire con l’ausilio  del pubblico che stanno giocando la partita della vita ma il Napoli, pur non riuscendo a “respirare” come sa, non riesce a sfruttare un’occasione limpida con Zielinsk che al 7°alza un pallone a due metri dalla porta sguarnita. Ci pensa poi Lozano a dire a Spalletti che sarà dura nè Mertens sembra tornato il genietto dell’area.

La Salernitana dal canto suo crea un muro difensivo efficace ma che rende la  partita spigolosa e dura. Spalletti sa che deve intervenire ma studia il momento più adatto che arriva dopo un’ora di gioco: Petagna ed Elmas per Mertens e Lozano. Una ventata dall’alto ed ecco Zielinski per Petagna che colpisce la traversa di testa; una serie rimpalli con Mario Rui che la serve per Zielinki pronto a girarla tra una selva di gambe che oscurano la vista a Belec. La sblocca Piotr che aveva deluso pur senza mai arrendersi in quella battaglia. Sarà il gol partita, o meglio come Zielinski ha detto ai microfoni DAZN , il gol-vittoria che ha consegnato al Napoli i tre punti  per la vetta.

Tre punti d’oro, di platino, di diamante perché ottenuti senza poter contare sul bel gioco nel giorno in cui Insigne e Osimhen erano out. Tre punti d’oro perché Spalletti doveva capire se questo Napoli reagisce agli insulti del logoramento psicofisico dovendo giocare sino al 22 maggio. Mertens e Lozano non sono al top della condizione  ma questo maledetto calendario che non dà respiro non consente pause. Doveva provare, doveva sapere come pianificare ed ha avuto risposte positive anche in una serata difficile dove si è imposta la vittoria fisica e la cocciutaggine del ciuccio napoletano

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