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Per Conte tante critiche e pochi elogi

Il Napoli non va oltre il pareggio” è stato il titolo che ha sintetizzato non tanto un risultato quanto una prestazione aprendo a critiche feroci anche per le scelte di formazione di Antonio Conte. Tutti allenatori con la bacchetta magica ad insegnare il mestiere a chi ha dovuto riprogrammare la squadra azzurra quasi ad ogni giornata di campionato. E’ come se ad un architetto chiedessero di attuare un progetto per poi negargli gli operai; o a un medico ospedaliero gli negassero le bende.

Il Napoli ha risposto allo schiaffo del Parma con un gol di geometria pura in una giornata difficile, in un campo ostile portando a casa un punto e continuando una striscia positiva dopo cinque vittorie consecutive. Ma non basta al partito dei tifosotti critici per snobismo, né basta ad alcuni giornalisti come Alfredo Pedullà che scrive: “Conte vuole farci capire che sta friggendo il pesce con l’acqua, ma io a spasso non mi ci faccio portare”. E meno male, perché Antonio Conte ha messo in cascina punti anche quando ha dovuto inventare una formazione con 13 giocatori indisponibili (l’acqua per il pesce); Conte è l’oggetto dei desideri di molte squadre; è l’oggetto dei desideri di Malagò, qualora divenisse il presidente della Figc: dunque in tanti vorrebbero godere degli errori di Conte.

E allora sarebbe onesto scindere il discorso “mercato” da quello delle scelte che Conte opera nel mettere in campo la squadra. Che si discuta di alcune mosse dell’allenatore, fa parte del gioco del calcio che coinvolge proprio tutti, ma discutere è un conto, mettere in discussione è un altro. Se dopo un campionato tanto difficile e complicato, dopo aver vinto una Supercoppa e dopo essere secondi in classifica a sei giornate dal termine sembra una sconfitta, è bene che ciascuno adotti ogni anno la più bella squadra del reame. E anche in quel caso capiterà la sconfitta che sarà da criticare aspramente come fu per la sconfitta del Napoli di Spalletti con il Milan per 4-0. Chi ama il calcio sa che rischia ogni volta che l’arbitro fischia l’inizio della partita. Ma ora è bene iniziare a pensare a Napoli-Lazio: l’attesa, la suspence, la speranza della vittoria. Speranza, sia chiaro.

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