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Di Lorenzo, capitano a vita

“Scegli tu fino a che anno vuoi restare, questa è casa tua”: così il presidente Aurelio De Laurentiis rivolgendosi a Giovanni Di Lorenzo in azzurro dal 2019 e con i gradi di capitano ormai tatuati sul braccio. Per la prima volta, nell’ultimo campionato ha lasciato il Napoli nei pasticci per un infortunio anche conseguenza di un saltello con le braccia innaturalmente dietro la schiena per non sfiorare il pallone. Mai polemico, mai falloso senza necessità, Di Lorenzo è il capitano orgoglioso di una squadra vincente alla quale è approdato con tanta fatica.

Nato il 4 agosto 1993 a Castelnuovo in Garfagnana perché in quel luogo c’era l’ospedale, Giovanni è cresciuto a Ghivizzano che è una frazione di Coreglia Antelminelli, comune di cinquemila abitanti in provincia di Lucca. Sempre a guardare i grandi giocare finchè venne il suo turno alla Lucchese e poi alla Reggina dove sembrava che il sogno si potesse infrangere. Poi Matera e finalmente l’Empoli dove si impose sotto lo sguardo del Napoli.

Oggi è il capitano del Napoli: ha lottato, vinto ed è il riferimento di tutti i nuovi arrivi. E’ colui che parla con garbo autoritario con gli arbitri; è colui che anche per il prossimo campionato sarà il punto fermo del progetto tecnico affidato a Massimiliano Allegri. Il suo procuratore Mario Giuffredi, arrivato a Castel di Sangro si è limitato a dire “tutto fatto e confermato”. Non occorrevano avvocati per una stretta di mano che è un impegno d’onore. L’annuncio del rinnovo del contratto fino al 2030 dovrebbe arrivare nei prossimi giorni: il 22 , fascia al braccio, Di Lorenzo sarà ancora la bandiera degli azzurri.

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