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Napoli sbanca alla prima a Marassi con King Kev

GENOA – NAPOLI 0 – 2  (82° De Bruyne, 87° Vergara)
Genoa (3-4-2-1): Bijlow; Marcandalli, Ostigard (21’ s.t. Otoa), Vasquez (42’ s.t. Zulevic); Nortont-Cuffy, Frendrup, Amorim (29’ s.t. Sow), Ellertsson; Baldanzi (21’ s.t. Messias), Vitinha; Colombo (29’ s.t. Meichtry). All.: De Rossi
Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Marin (36’ s.t. Olivera), Spinazzola; Anguissa (21’ s.t. De Bruyne), Lobotka, McTominay; Politano (21’ s.t. Vergara), Hojlund (33’ s.t. Lucca), Alisson Santos (21’ s.t. Lang). All.: Allegri

LA PARTITA  – Come aveva anticipato Massimiliano Allegri, all’esordio sulla panchina del Napoli, vincere a Marassi col Genoa era impresa non scontata, considerata anche la spinta del pubblico. E infatti la squadra di De Rossi parte con un’intensità elevata, impensierendo più volte gli azzurri, imprecisi e con un Meret non impeccabile nella costruzione dal basso. Nel secondo tempo, tuttavia, gli ingressi di Kevin de Bruyne e Vergara, ma anche degli stessi Lang e Lucca, contribuiscono a sbloccare una partita in cui il Napoli è salito in cattedra negli ultimi 25 minuti, anche esprimendo un buon calcio. Non sono mancate le polemiche per la presunta spinta di De Bruyne in occasione del gol, con De Rossi che non ha mancato di ricordare persino l’episodio di Vergara dello scorso anno; un tocco lieve, che ha generato un caso nazionale contro il Napoli. Buona la prima, anche per le solite polemiche stucchevoli del calcio italiano

PRIMO TEMPO –  De Rossi si affida al collaudato 3-5-2 con l’undici titolare composto interamente da giocatori presenti la scorsa stagione. Allegri risponde con il 4-3-3 e il tridente offensivo con Politano, Hojlund e Allison. Ma è il Genoa nella prima frazione a gestire il gioco con il Napoli più remissivo e attendista. Rossoblù che costruiscono molto concretizzando però poco in proporzione, complice un’avversaria brava a chiudere ogni varco. Il Genoa punge con Frendrup e Vitinha nei primi minuti ma entrambe le conclusioni terminano fuori. Amorim, tra i migliori dei suoi, cerca la conclusione dalla distanza ma trova un Meret attento e il portiere azzurro si ripete anche su Vitinha. La squadra di Allegri si affaccia poche volte nell’area rossoblù soprattutto con cross dalle fasce che nessuno dei giocatori ospiti riesce a sfruttare.

SECONDO TEMPO – La ripresa inizia senza cambi, e la prima conclusione arriva con Ellertsson, che raccoglie un grande passaggio di Colombo, sempre molto abile nel gioco spalle alla porta. Al 54’ ecco anche il primo cartellino giallo: Politano entra in maniera scomposta su Vasquez, e Di Bello non può far altro che ammonirlo. Il Napoli cresce, e al 62’ McTominay calcia da 30 metri, ma il suo tiro è centrale e Bijlow para senza problemi. Al 66’ Allegri inserisce Kevin De Bruyne: il centrocampista belga entra insieme a Vergara e Lang. Nello stesso momento anche De Rossi decidere di cambiare, e inserisce Otoa e Messias. L’ex Manchester City si fa vedere al 76’ con un bel passaggio per Spinazzola, ma l’esterno perde l’attimo, e la sua conclusione viene deviata in calcio d’angolo. Gli azzurri crescono, e all’82’ trovano il gol del vantaggio, proprio con De Bruyne, lesto ad anticipare Vasquez su un passaggio di Vergara e bravo a battere Bijlow con un destro ravvicinato. Proteste di De Rossi per la rete del belga: secondo l’allenatore rossoblù il contatto in area tra il difensore messicano e l’ex City era falloso, ma Di Bello non è dello stesso avviso e convalida la rete. Un minuto prima Rafa Marin è uscito dal campo per problemi fisici, costringendo Allegri al cambio forzato con Olivera. La squadra di Allegri chiude la partita cinque minuti dopo con Vergara, la cui conclusione (su assist di De Bruyne) viene trascinata in porta da Otoa che si era avventato sulla linea di porta per provare a respingere la conclusione.
Nei minuti finali il Napoli gestisce il doppio vantaggio senza correre rischi, e porta a casa i tre punti. Inizia con un 2-0 su un campo difficile e contro un ottimo Genoa – almeno per la prima ora – il campionato di Massimiliano Allegri sulla panchina degli azzurri.

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