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Bellinazzo: “Juventus e Roma, le squadre più vincolate”

A Radio Tutto Napoli è intervenuto il giornalista de Il Sole 24 Ore Marco Bellinazzo che ha chiarito la notizia del rapporto superiore al 70% tra costi e ricavi della rosa del Napoli e se questa situazione sia paragonabile a quella dello scorso inverno, quando il Napoli poté operare saldo zero: “Si tratta in realtà dell’applicazione dello stesso parametro che la FIGC ha mutuato dalla UEFA, sia pure con finestre temporali diverse. La finestra temporale copre due stagioni sportive perché la UEFA vuole evitare plusvalenze realizzate all’ultimo minuto entro il 30 giugno per colmare eventuali squilibri. Il Napoli, nell’anno solare 2025, ha superato quel parametro perché non c’erano i ricavi della Champions League e c’erano costi maggiori legati alle campagne acquisti. Avrebbe quindi dovuto ricevere una multa, come accaduto ad esempio alla Fiorentina, che è stata sanzionata per 6 milioni di euro. Il Napoli, però, ha potuto compensare questo squilibrio utilizzando l’altro parametro, cioè quello relativo al risultato d’esercizio nel triennio 2023-2025.

 La Juventus si è trovata nella situazione opposta: ha rispettato il parametro del 70% nel 2025, ma ha registrato perdite superiori ai 60 milioni nel triennio. Da qui la multa da 20 milioni di euro, di cui 6 immediatamente esigibili e 14 condizionati. Inoltre, la Juventus ha sottoscritto un accordo transattivo con la UEFA per i prossimi tre anni, impegnandosi a rientrare gradualmente nei parametri previsti, con una perdita massima di 60 milioni da qui alla stagione 2028-29.”

Questo, tradotto in termini di operatività sul calciomercato, significa che la Juventus potrebbe avere maggiori difficoltà nelle prossime stagioni?
“Sì, dovrà prestare maggiore attenzione perché dovrà limitare l’impatto dei prossimi acquisti. La lista UEFA che presenterà dovrà essere composta da giocatori con un costo complessivo inferiore rispetto a quello della lista presentata per la Champions League.”

Che mercato sarà quest’estate per le squadre italiane? Ci saranno difficoltà diffuse oppure sarà possibile operare con maggiore libertà?
“Fondamentalmente non ci sono vincoli giuridici. La squadra più vincolata è la Juventus e anche la Roma.”

La Roma è addirittura quella messa peggio?
“Sì, perché la Roma aveva sottoscritto, come Inter e Milan, un settlement agreement nel 2022. Mentre poche settimane fa la UEFA ha promosso Inter e Milan, la Roma è stata bocciata perché ha superato il limite dei 60 milioni e non è riuscita a realizzare entro il 30 giugno le plusvalenze previste. Dovrà quindi sottoscrivere un nuovo settlement agreement e subire ulteriori sanzioni. Da questo punto di vista è il club con i vincoli maggiori. Le altre società hanno soprattutto vincoli economici legati alla realtà del calcio italiano. La maggior parte, a partire dal Napoli, deve operare puntando a ridurre del 10-15% il costo della rosa. Questo vale in particolare per il Napoli e, a maggior ragione, ora anche per la Juventus. Quella che ha un po’ più di margine è il Milan, che ha chiuso tre bilanci consecutivi in utile e non è più sottoposto a settlement agreement. È vero che non disputerà le coppe, quindi avrà un po’ più di margine, ma non potrà comunque permettersi di spendere senza criterio, perché anche il bilancio della stagione senza competizioni europee sarà preso in considerazione dalla UEFA nel triennio di riferimento quando il Milan tornerà a qualificarsi.”

Quanto ha inciso, nella situazione economico-finanziaria del Napoli, la gestione Conte e il mercato della scorsa stagione? E quanto può aver inciso tutto questo sul divorzio tra Antonio Conte e il Napoli?
“Ha inciso nel senso che il Napoli ha pagato sicuramente la mancata qualificazione in Champions League nella stagione successiva allo scudetto. La gestione Conte ha inciso come aveva inciso ai tempi dell’Inter: Conte è un allenatore che ti porta a spendere molto e mette sotto stress il bilancio. Questo ormai è risaputo e richiede importanti manovre di investimento. Nel caso dell’Inter fu ancora più sfortunato perché, mentre venivano effettuati investimenti molto rilevanti, arrivò la pandemia e le conseguenze economiche furono ancora più pesanti. Anche il Napoli ha risentito degli ingenti investimenti effettuati e sta facendo una manovra correttiva. Negli anni, però, ha accumulato molti utili e può ancora attingere a quelle riserve. Ovviamente non sono riserve infinite. Probabilmente chiuderà anche il prossimo bilancio in rosso, perché il percorso europeo non è andato bene. Per questo è opportuno tornare a impostare la strategia tradizionale di De Laurentiis, basata anche su investimenti di prospettiva e non soltanto su giocatori già pronti per vincere, che costano molto e offrono minori possibilità di realizzare plusvalenze in caso di cessione.” (Fonte Tutto Napoli)

 

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