Malagò: “Allenare la Nazionale vuol dire passione”
Con le elezioni alle porte per la presidenza Figc, l’auspicio che si possa ricostruire un’Italia competitiva attraverso risultati positivi che possano renderla credibile. Giovanni Malagò è il candidato per eccellenza del ruolo lasciato da Gravina senza che alcuno lo rimpianga e in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera ha dichiarato: “Ammesso che venga eletto, ora che cosa dovrei promettere? Bisogna qualificarsi per le Olimpiadi con l’Under 21, bisogna partire bene nella Nations League, così anche con la Nazionale femminile. La vittoria dell’Under 17 all’Europeo ha fatto bene, magari non abbiamo più fenomeni ma buoni giocatori sì. Poi ancora: “Bisogna accelerare il sostegno ai vivai, fare un patto fra tutti i soggetti per valorizzare gli italiani, ne beneficerebbero tutti. Nella pallavolo un accordo fra Federazione e Lega ha posto le basi per la generazione d’oro”.
Malagò ha poi affrontato il tema del nuovo commissario tecnico e alla domanda se abbia parlato con Mancini, Conte e Guardiola in questo periodo. “Con nessuno di loro, non sarebbe serio ma come mai non mi avete chiesto di Allegri? Perché ha trovato un accordo con il Napoli? Gli allenatori, da qui al 23 giugno, potrebbero prendere altre strade, i giochi si fanno dopo”. E infine: “ Allenare la Nazionale è un dovere, vuol dire passione. Chi si siederà su quella panchina dovrà buttare il cuore oltre l’ostacolo”.
Ma il cuore non basta come potrebbe testimoniare Gattuso: il nuovo presidente dovrebbe affrontare tutti gli ostacoli per impedire che il cuore si fermi. Uno sguardo a tutto ciò che impedisce all’Italia d’essere l’Italia: dal mondo arbitrale, ai vivai, ai “saldo zero” incomprensibili e ingiusti, ai debiti di brand da tutelare, alla possibilità di portare a 18 le squadre per la Serie A. Chiarezza da ritrovare tra mille rivoli che hanno reso tossica l’aria che si respira: un obiettivo possibile per il quale occorre buttare il cuore oltre l’ostacolo (della politica).




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