Riflettori puntati tutti sul Mondiale 2026 con 48 squadre fiere di rappresentare la propria Nazionale. In poltrona gli italiani a scegliere per chi tifare con un’attenzione ai minimi storici. I tifosi del Napoli, compatti seguiranno la Scozia con qualche eco all’Uruguay dove gioca Olivera, con qualche eco all’Olanda per capire Lang chi sia e qualche eco anche al Belgio per seguire due punti interrogativi quali sono De Bruyne e Lukaku.
Dunque “forza Scozia” con Mc Tominay protagonista che giocherà senza lo sfortunato Billy Gilmour che penserà per anni all’infortunio al ginocchio rimediato durante un’inutile amichevole contro Curaçao, disputata a Glasgow.
Intanto questa sera il via al Mondiale più ricco di sempre con la Fifa che punta a ricavare 10 miliardi di dollari da questa edizione sempre più industria, sempre meno gioco del calcio. In Qatar ieri, oggi in USA, l’inverno scorso la Supercoppa in Arabia con l’esigenza dell’industria che deve globalizzare il calcio. E al diavolo l’industria delle emozioni e della passione.
Così, scrive la Gazzetta dello Sport, la Coppa del Mondo, ospitata dagli Usa, cioè dall’economia che, tra crisi del petrolio e minaccia cinese, continua a trainare il pianeta, con Canada e Messico al suo fianco, ne è il manifesto. Sapete qual è il valore di mercato aggregato dei 1.248 giocatori nelle liste delle 48 nazioni partecipanti? Ben 13 miliardi di euro, secondo le rilevazioni di Football Benchmark e Transfermarkt. Il valore delle prime dieci squadre è aumentato di un miliardo rispetto all’edizione 2022. È il player trading, bellezza. Le stelle del calcio globale, con il loro talento e il loro seguito amplificato dai new media che abbattono ogni barriera, sono asset pregiatissimi, capaci di brillare ancor di più grazie alla loro “scarsità”.