Napoli saluta Conte con una vittoria e il secondo posto
Napoli-Udinese 1-0 (24’ Hojlund; 64’ esp. Kabasele)
Napoli (3-4-2-1): Meret (dal 34’ st Contini); Di Lorenzo (cap.), Rrahmani, Olivera (dal 1’ st Juan Jesus); Politano (dal 34’ st Mazzocchi), Lobotka (dal 37’ pt Gilmour), McTominay, Gutierrez; Elmas, Alisson Santos (dal 10’ pt De Bruyne); Hojlund.
Udinese (3-4-2-1): Okoye; Kristensen (dal 14’ st Bertola), Kabasele, Solet; Ehizibue, Karlstrom (cap.) (dal 14’ st Buksa), Miller, Zemura (dal 34’ st Mlacic); Piotrowski (dal 9’ st Gueye), Atta; Davis (dal 34’ st Zarraga).
La conferenza stampa congiunta di Antonio Conte e di ADL, nella quale il tecnico salentino annunciava il più classico dei segreti di pulcinella, ha sicuramente rubato l’occhio più di ciò che la precedeva, ovvero l’ultima di campionato, al Maradona, contro l’Udinese di Runjiaic.
Al Napoli basta una invenzione di De Bruyne ed il gol di Hojlund per chiudere la pratica secondo posto, senza nemmeno dover badare ai risultati che sono seguiti in serata; gli azzurri chiudono il loro campionato a 76 punti, divorandosi un enorme quantitativo di occasioni durante la gara, e perdendo per infortunio (anche nell’ultima partita del campionato) Alisson Santos e Lobotka. Da segnalare la scorrettezza dei giocatori dell’Udinese, e la pessima prestazione del debuttante Zanotti, che prima nega un rigore al Napoli per un fallo di Kabasele, nonostante i replay lascino dubbi sulla circostanza che il contatto sia avvenuto effettivamente in area; successivamente, espelle lo stesso Kabasele -dopo essere stato richiamato dal VAR – sulla base di una supposta condotta antisportiva, in relazione alla quale i dirigenti dell’Udinese hanno annunciato di fare ricorso, in ragione di un macroscopico – a loro dire – errore arbitrale.
Resta il saluto a Conte, nel suo commosso giro di campo, di tutto il Maradona, che tributa la stagione degli azzurri e l’impegno del suo condottiero, ormai pronto a lasciare.
Conte sceglie di lasciare Buongiorno in panchina, spazio a Meret (forse ai saluti) e ad Olivera affianco a Di Lorenzo e Rrahmani, centrocampo confermato con Gutierrez e Politano sugli esterni, davanti Elmas e Alisson dietro Hojlund. Alisson Santos parte forte e dopo meno di due minuti costringe Okoye già a una parata decisiva, ma al decimo è poi costretto a lasciare il campo per infortunio: il brasiliano si ferma dopo uno scatto, colpito da un problema muscolare. Pochi istanti più tardi è invece Meret a respingere il tiro di Karlstrom, prima dell’1-0 firmato da Hojlund al 24’: il danese attacca la profondità e trasforma l’assist illuminante di De Bruyne nel vantaggio napoletano. A rendere un po’ più amaro il primo tempo degli azzurri è però l’uscita per infortunio anche di Lobotka al 37’, a conferma di un’annata maledetta sotto questo profilo per il Napoli.
Kabasele al 64’ molla un calcione ad Hojlund quando il pallone ormai non c’è più, venendo espulso in seguito all’intervento del VAR; dubbi residuano sull’entità del contatto e sulla reale sussistenza della condotta antisportiva, ,ma da qui in poi c’è solo il Napoli. Hojlund prima si divora al 69’ un gol a porta vuota, successivamente al 71′ fa tutto da solo, consegna a McTominay un pallone che non avrebbe opposizione, se non nella precisione dello scozzese. Passerella per tutti: dopo aver fatto entrare nell’intervallo Juan Jesus – autore di un’ottima prestazione, e molto probabilmente alla sua ultima con la maglia del Napoli – Conte manda in campo Mazzocchi, fa debuttare Contini, il terzo portiere (che non giocava da due anni,) e alla fine della partita, commosso, gira con tutta la squadra il campo del Maradona e saluta il popolo azzurro.




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