I tifosi contestano e Lucca fa polemiche
Bisogna sfogliare gli almanacchi della storia recente del Napoli per trovare un buco nero paragonabile a quello che il Napoli sta attraversando. Nulla gira per il verso suo e i processi alla squadra, all’allenatore, allo staff medico e alla società riempiono le colonne dei giornali arricchite dai social e dai commenti violenti di tanti che pur professano la “fede azzurra”.
E’ sempre così quando le cose vanno male e a Porto anche dal settore ospiti son volate parole grosse con “andate a lavorare”. Un’altra serata storta, in un momento storto, in un campionato nato storto che all’inizio di novembre sembra non offrire altri obiettivi che la salvezza. C’è depressione, delusione ma anche tristezza, la stessa che si è intravista nei giocatori del Napoli, almeno nei primi venti minuti di partita.
Al fischio d’inizio son scesi in campo 11 giocatori tristi che hanno iniziato la partita con la tattica della paura senza il coraggio di affrontarla. Poi un guizzo e gli 11 giocatori hanno iniziato ad osare in un piccolo crescendo che dava speranze. Ma i quindici minuti di sosta nello spogliatoio li hanno riportati indietro con la paura e le incertezze ad avere il sopravvento e come non bastasse anche una lite in campo tra Kevin De Bruyne e Lorenzo Lucca che non tollera d’essere ripreso da un maestro di calcio, rispondendo con “Perché parli, perché parli, vaf”.
Inutile commentare, piuttosto quando venerdì si ritroveranno a Castel Volturno, tutta la rabbia maturata dopo la sconfitta a Porto, dovrà diventare linfa, orgoglio, umiltà per affrontare un esame di maturità che non vale soltanto tre punti.



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