Arthur Atta è l’erede di Anguissa
Arrivò a fine agosto del 2021 quasi per caso con il Napoli deciso a far quadrare i conti e quindi a non far mercato. Arrivò in prestito tra mille dubbi prima di diventare Zambo. Zambo Anguissa: una luce in mezzo al campo, sempre silenzioso, discreto, sensibile con il polso a ricordare settimana dopo settimana quel piccolo angelo volato in cielo. Già dallo scorso anno voleva andar via: motivi familiari, si disse. Poi restò. Ma ora la sua volontà coincide con quella della società e sembra proprio che in estate lascerà Napoli. Un tuffo al cuore, come fu per Hamsik, per Lavezzi, per Callejon e per tanti campioni che hanno lasciato l’impronta oltre il campo, il gol o la giocata fantastica.
Il Napoli deve guardare avanti e avrebbe già puntato da mesi su Arthur Atta che gioca in campo “amico”: gioca nell’Udinese che è la società con la quale il Napoli sa parlare, trattare e finalizzare. Il francesino, soprannominato Zebretta d’oro, sembra l’uomo giusto al posto di Anguissa, sgusciante quanto basta, elegante ed ora anche goleador con la doppietta rifilata alla Lazio. Bisogna far presto prima che i 20 milioni chiesti dall’Udinese non aumentino con altri gol del 23enne che andrebbe a ringiovanire il Napoli. Il talento di Rennes aveva vissuto un calo evidente dopo il problema al bicipite femorale ma ora sembra esplodere con la sua gioventù e con la sua classe.
E aveva visto lungo Pier Paolo Marino,( ex dg bianconero ma anche ex dg del Napoli) quando nei mesi scorsi, in un’analisi sul mercato della squadra, disse a proposito di Arthur Atta: “Il francese dovrebbe far parlare tutto il campionato in maniera prepotente e invece resta ancora una potenzialità inespressa. Può fare molto, ma bisognerebbe portarlo vicino alla porta avversaria perché ha molti più gol nelle gambe”.





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