ROCCHI INDAGATO
Arbitri nella bufera: dopo il caso Zappi (del quale relazionerò con altro articolo) indagato anche il designatore degli arbitri di serie A e B Gianluca Rocchi. L’indagine, partita dalla Procura della Repubblica di Milano, parla di concorso in frode sportiva e, da quanto si apprende, sarebbe già stato notificato allo stesso Rocchi nonché ad altri indagati (ad oggi sembra cinque) avviso di garanzia. Al momento si sa che nell’inchiesta, coordinata dal pm di Milano Maurizio Ascione e condotta dal nucleo operativo metropolitano della GDF, sono accusati d ipotesi di concorso in frode sportiva il designatore arbitrale Gianluca Rocchi e il supervisore VAR Andrea Gervasori, entrambi autosospesi e gli addetto al VAR Rodolfo di Vuolo e Luigi Nasca, oltre a Daniele Paterna indagato per false informazioni al pm. Da quanto si è saputo si tratta di un unico fascicolo di indagine che potrebbe essersi formato anche a seguito della denuncia nel 2024 di un avvocato e tifoso veronese dopo Inter-Verona ossia la partita del gennaio di due anni da dell’ormai nota gomitata del difensore neroazzurro Bastoni.
Nell’indagine tra l’altro è confluito l’esposto dell’ex guardalinee di serie A Domenico Rocca ascoltato come teste dal pm lo scorso luglio. In particolare Rocchi risponde di frode sportiva per tre ipotesi: oltre al noto caso di presunto condizionamento con le “bussate” sulla sala VAR in Udinese-Parma del primo marzo 2025 è accusato di aver favorito l’Inter con designazione arbitrale in una trasferta a Bologna del 20/4/2025 e di essersi mosso affinchè il “poco gradito” ai nerazzurri Daniele Doveri non li arbitrasse nella fase finale del campionato e nell’eventuale finale di Coppa Italia. In queste due ultime contestazioni si parla di un presunto accordo di Rocchi allo stadio San Siro”con più persone” il 2 aprile 2025. Gervasoni invece è indagato per Salernitana-Modena del 8 marzo 2025 per un rigore dato agli emiliani poi revocato in sala VAR. A seguito dell’apertura delle indagini e della notifica dei consegnati avvisi di garanzia con ordine a comparire per il giorno 30/4/26 il capo della Procura Generale dello Sport Ugo Taucer, ha immediatamente richiesto al procuratore FIGC una relazione immediata. Il procuratore Chine’ ha immediatamente richiesto gli atti della Procura di Milano. Ricordiamo che la Procura federale archiviò il caso che però riguardava, all’epoca solo la partita Udinese-Parma con l’ok della Procura Coni.
Notizia di oggi è che Rocchi, così come ha dichiarato il suo difensore, non si presenterà per l’interrogatorio fissato per il giorno 30/4/26. Alla luce delle indagini ed in attesa di capire quali sono gli elementi probatori a sostegno delle accuse della Procura di Milano e, di conseguenza, della Procura Federale, posso certamente affermare che eventuali sanzioni a carico di società implicate (in particolare si parla dell’Inter) non potrebbero mai portare ad una revoca dello scudetto nella stagione attuale in quanto i fatti contestati si riferiscono allo allo scorso campionato. Le eventuali sanzioni a carico in particolare dell’Inter potrebbero essere irrogate nella stagione 2026/27. Partendo dal presupposto che nel processo sportivo, a differenza dei procedimenti ordinari, il “tentativo” già di per sé costituirebbe “illecito sportivo” ci tengo a precisare che una società ha facoltà di chiedere alla sua lega appartenenza con comunicazione scritta che non sia designato un determinato arbitro. Ma, dopo calciopoli, alle società è vietato avere contatti diretti con i designatori. La frode sportiva si configura, normalmente allorquando si altera il regolare svolgimento di una gara. Dalle indicazioni che trapelano, che ci siano diversi arbitri indagati. Attendiamo con fiducia gli sviluppi.
A cura dell’avv. Claudio Russo, esperto di diritto sportivo




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