Mondiali di calcio tra veti e vuoti
Un mondiale di calcio dovrebbe esaltare i valori dello sport e quindi rispetto, collaborazione, inclusione, emozione, ma sembra proprio che l’evento che inizierà domani 11 giugno, obbedisca maggiormente ai valori del potere. Giungere nelle Stati Uniti d’America per partecipare al più importante torneo calcistico si sta rivelando un rischio per la dignità di tanti atleti. Dopo le infinite polemiche per l’arrivo della nazionale iraniana, c’è da registrare il trattenimento per ore all’aeroporto di Chicago dell’attaccante iracheno Aymen Hussein per sette ore.
Il caso dell’arbitro internazionale somalo Omar Artan respinto ha poi sollevato indignazione in tutto il mondo, né la FIFA ha ritenuto opportuno intervenire. Inoltre, nelle ultime ore, le Nazionali di Senegal e Uzbekistan hanno avuto problemi: all’aeroporto San Antonio del Texas, i giocatori della nazionale africana e i membri della delegazione sono stati sottoposti a controlli rigidi e invasivi e l stesso trattamento è stato riservato ai giocatori uzbeki e allo staff del ct Fabio Cannavaro che, scesi dal pullman, sono stati perquisiti con molta attenzione mentre gli effetti personali sono stati attenzionati dai cani antidroga.
Comincia domani il Mondiale 2026 con tanta tensione e con gli spalti che rischiano di essere semivuoti come risulta da un’analisi del Financial Times basata sui dati presenti sul portale ufficiale della FIFA: sulle piattaforme ufficiali risultano ancora disponibili poco meno di 200mila biglietti per le partite della fase a gironi, come dire un flop mondiale.




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