Spinazzola: “Quella giornata, quello scudetto…spero..”
A Radio Kiss Kiss Napoli è intervenuto Leonardo Spinazzola in un’intervista a largo raggio, raccontando e raccontandosi. Dal rapporto con l’attuale allenatore, al tema dei giovani, a se stesso quando Ronaldo il Fenomeno era il suo idolo
Il momento attuale: “Non dobbiamo farci condizionare troppo dai giudizi che arrivano dopo ogni risultato. Ormai sono abituato, diciamo in tutta Italia è così, però specialmente in piazze come Napoli, come Roma, ma anche la Juve, queste grandi squadre, Milan, Inter, basta che fai due risultati negativi e sembra che cada tutto il mondo addosso”
Il gruppo per ritrovare certezze: “ Dobbiamo ritrovarci. Se l’anno scorso potevamo vincere qualcosa io penso che dopo due mesi sia cambiato tutto, i giocatori sono gli stessi, è solo da ritrovarci, ma soprattutto noi stessi. Ognuno di noi deve dare il proprio massimo, che poi così si può aiutare la squadra a vincere domenica dopo domenica”.
A Napoli Spinazzola ha ritrovato Massimiliano Allegri, già conosciuto ai tempi della Juventus: è cambiato? “Sotto l’aspetto della gestione penso nulla, è stato sempre così, cioè dalla Juve l’ho conosciuto così. Diverso, invece, il discorso sul piano tecnico: «Penso che è cambiato molto, molta più intensità».
La responsabilità affidata ai giocatori: “ Allegri è anche un allenatore che dà molta responsabilità a noi, questo a me personalmente mi piace molto”.
Il ruolo: meglio una difesa a tre o a quattro? “MI sento particolarmente a mio agio nella difesa a quattro perché riesco a capire quando andare, quando non andare, posso giocare dentro. E ancora: «A quattro posso restare più dentro, posso restare più basso, posso alzarmi, posso andare dentro, posso allargarmi, è molto differente in questo».
Spinazzola ha già vissuto piazze particolarmente calde come Torino e Roma, ma il ricordo della festa napoletana resta speciale: “A Torino si festeggiò poco l’ottavo scudetto. A Roma si festeggiò la Conference ma con il rimpianto della finale di Europa League. Napoli è stato meraviglioso, perché ancora ho negli occhi il ricordo di quella giornata e spero… io sono voluto rimanere qua anche per cercare di rivivere quelle giornate. Quella giornata sul pullman, ma chi se la dimentica. Ma non solo quella, tutti i giorni seguenti. È stato veramente stupendo».
I giovani: “ Io penso che innanzitutto si dovrebbe abbassare la pressione esercitata sui ragazzi fin dalle categorie più piccole, ma quello è tutto il sistema che viene dal basso. Nelle prime fasi della formazione dovrebbe esserci maggiore spazio per la tecnica individuale, l’uno contro uno e la libertà di giocare. E dell’argomento ho parlato anche con Lukaku confrontandoci sulla crescita dei figli e sui diversi metodi di allenamento”.
Il sogno di diventare giocatore: “ Sono stato sempre attaccato alla palla, sono stato sempre attaccato a Ronaldo il Fenomeno. All’epoca non c’erano internet e social network e avevo una videocassetta con le giocate del brasiliano che guardavo tutti i giorni, più volte, la guardavo e andavo fuori a provare”




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