L’antico urlo: “Tutto lo stadio”
La scorsa settimana, in occasione di Milan-Udinese 0 – 3, fu il pubblico di San Siro che fischiò sonoramente Leao mentre usciva per la sostituzione, poi, dopo aver lasciato gli spalti con largo anticipo, i pochi tifosi rimasti fischiarono tutta la squadra.
Sabato sera è toccato al Napoli questo ‘modaiolo’ atteggiamento dei nuovi tifosi divisivi che, quasi spettatori a teatro, pagano per vedere bel gioco, suspence e gol vittoria. E chi da sempre segue il calcio e il Napoli in particolare, non può non soffrire della scarsa partecipazione soprattutto dei distinti e delle tribune che, nei momenti chiave, durante i 90 minuti, tacciono o fischiano.
Esplosioni di giubilo quando il Napoli segna è ben poca cosa se poi cala il silenzio mentre si costruisce per segnare. Non sfugga al pubblico quanto sia importante per un giocatore “sentire” il tifo: quante volte viene rivolto l’invito a tifare? Quante volte, con le mani a chiedere aiuto al pubblico? E sabato sera il Napoli ha perso una partita. Ha giocato male. Ha mollato lo scudetto: e allora ecco che nel settore dei distinti e delle tribune si notano in fila gli spettatori delusi che lasciano lo stadio. In silenzio o, peggio, fischiando.
A che serve un sold out se non si traduce in energia proprio quando queste mancano ad un gruppo di guerrieri che a sei giornate dal termine del campionato ha finito la benzina? Leonardo Spinazzola, al termine della partita, ha spiegato in modo semplice: “Oggi eravamo veramente scarichi, non c’è stata energia mentale. Non era fatica fisica, penso personalmente anche per un contraccolpo domenica. Siamo stati tutto l’anno a spingere e a rincorrere: a Parma la fiammella si è spenta, per una squadra come siamo noi non possono esserci queste partite. Non abbiamo la qualificazione in Champions League”.
Ecco, ora che tutto è chiaro, il Napoli affronterà le prossime gare con diverso obiettivo, una fiamma che si chiama Champions, e il Maradona – tutto – dovrà spingere il Napoli contro la Cremonese, il Bologna e l’Udinese per poter dire grazie ad una squadra che ha lottato un’intera stagione con le stampelle lasciando dietro di sè – si spera- 17/18 squadre.




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